Inflazione cresce grazie all’assenza di liberalizzazioni

Inflazione in crescita dell’1,7% su base annua secondo le stime preliminari di Istat. Dinamica dovuta adi aumenti stagionali, come trasporti, beni ricreativi e culturali, cura della persona e, soprattutto, il carrello della spesa, che passa da +2,7 a +3,1%. Media del paniere che tiene, come ormai da alcuni anni, grazie alle performance dominanti dei beni energetici: aumento più contenuto per gas e luce domestici (+22,7 da +29,3%), e maggiore calo per i carburanti (-4,6 da -4,3%). Dai prodotti energetici si deduce che il mercato interno continua - pur se meno - a speculare sulle bollette non essendosi ancora adattato alle logiche del libero mercato (permanendo quello a maggior tutela, sempre in crescita). E si deduce che i carburanti, nonostante le crisi con produttori della stazza dell’Iran, l’instabilità di quest’ultimo Paese non condiziona i mercati internazionali… almeno fino a quando non decidono di bloccare lo stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% del petrolio e il 25% del gas naturale mondiale.
Un aspetto politico interessante è che le dinamiche descritte sono condizionate solo in piccolissima parte dalle politiche nazionali del governo. Che quando hanno una qualche responsabilità, tutta dovuta alla scarsa liberalizzazione, è spesso in termini negativi per i consumatori. La cartina al tornasole è la continua crescita del carrello della spesa, tipologia di prodotti e consumi per risentono degli andamenti di tutti gli altri servizi e prodotti.
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