L’inflazione di un Paese instabile che non sa dove andare

Le stime Istat per l’inflazione di settembre confermano i dati precedenti, cioè la crescita di 1,6% su base annua e -0,2% su base mensile.
Andamento tipico stagionale per gli alimentari non lavorati che, durante settembre, hanno prezzi che crescono meno grazie ad una considerevole offerta (da +5,6 a +4,8%), mentre aumentano quelli lavorati grazie alla riapertura post-vacanze che porta sempre ad un aumento dei prezzi (da +2,7 a +3,00%).
Continuano a crescere le bollette di luce e gas (mercato cosiddetto regolamentato: da +12,9 a +14%), mentre calano un po’ meno i prezzi dei prodotti energetici del cosiddetto mercato non regolamentato (tipici i carburanti): da -6,3 a -5,2%.
Si attenua il ritmo di crescita dei prezzi del “carrello della spesa”: +3,2% da +3,4%.
Questo in un contesto di “euforia” (soprattutto istituzionale) per l’andamento del turismo. Come se questa economia fosse segnale di stabilità e non di crescita volatile, molto dipendente dalle altrui fortune.
“Euforia” a cui fa riscontro la drammatica realtà di un continuo calo dell’attività industriale… questa sì, economia di stabilità, dove le recenti crescite di “zero virgola” non compensano i cali in corso da tempo. E dove il fallimento (preannunciato come successo) di una delle perle italiane, l’acciaio (ex Ilva), non incoraggia.
In questi giorni sono iniziate le proposte e i confronti sulla prossima legge di bilancio. Per ora molti bonus e rincorse a razionalizzare le evasioni e criticità fiscali. Ci saranno, in ottica di sviluppo e non di galleggiamento e condizionamento statale dei mercati (vedi Tim/Poste), provvedimenti per ciò che continua a far crescere l’inflazione?
Qui il video sul canale YouTube di Aduc
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