testata ADUC
Inquinamento urbano. Allarme della Ue. Torino, Firenze e Roma in condizioni preoccupanti
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Redazione *
16 febbraio 2017 14:51
 
  I dati della Commissione Europea sono preoccupanti: ogni anno piu’ di 400.000 cittadini europei muoiono prematuramente come conseguenza della cattiva qualita’ dell’aria che respirano. Brexelles ha diffuso i dati il 15 febbraio dando un ultimatum ai Paesi che sistematicamente sforano i limiti di inquinamento imposti dalla legislazione europea.
Cio’ che emerge in modo particolare:
- l’inquinamento atmosferico e’ causa di mezzo milione di morti ogni anno nell’Ue;
- la Commissione Europea minaccia di procedere per via giudiziaria contro cinque Paesi (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna) che ogni anno superano i livelli massimi consentiti di ossido di azoto (NO2), un gas che irrita le vie respiratorie e che proviene essenzialmente dal traffico, dai tubi di scappamento dei veicoli a motore.
Piu di una citta’ europea su quattro (27,3%) supera i limiti legali di ossido di azoto, e in alcune delle sue stazioni di misuramento si registrano valori superiori ai 40 microgrammi per metro cubo di aria, come media annuale.
I dati riguardano 531 citta’ in 27 Paesi nel 2014, gli ultimi disponibili. In una ogni cinque stazioni di misuramento (20,4%) quest’anno e’ stato superato il limite annuale previsto dalla legislazione europea.
I piccoli Comuni hanno poche stazioni di misurazione, talvolta solo una, ma le grandi citta’ ne hanno a decine ripartite su tutto il territorio. Secondo la ricerca, basta che solo in una di queste stazioni siano stati sforati i limiti legali che scattano le multe da parte di Bruxelles.
Milioni di persone contraggono malattie respiratorie e cardiovascolari provocate dalla contaminazione dell’aria, allerta che arriva non solo dall’Agenzia europea ma anche dall’organizzazione mondiale della Sanita’ (OMS).
Nel 2013, grazie a questi livelli persistenti e alti di ossido di azoto, in Europa ci sono stati circa 700.000 morti premature, un numero quasi tre volte superiore ai morti per incidenti stradali nello stesso anno, ricorda Bruxelles in un comunicato stampa.
Oltre alla via giudiziale, l’Unione europea sta anche preparando nuove norme per limitare le emissioni contaminanti. Tra queste, la direttiva che disciplina i limiti massimi che devono essere rispettati dagli Stati membri. La precedente direttiva, che e’ stata applicata a partire dal 2010, ha permesso di ridurre le emissioni di anidride solforosa, ammoniaca, ossido di azoto e composti organici volatili. L’Europa e’ impegnata per perseguire i propri obiettivi sulla qualita’ dell’aria, e per questo la Commissione ha proposto nuovi limiti massimi per le emissioni nazionali, piu’ restrittivi e che riguardano anche nuovi contaminanti che prima non facevano parte degli elenchi. Tra questi il metano, un potente gas ad effetto serra, e altri che vengono utilizzati per la combustione dei motori per il trasporto terrestre e marino.
Il presidente del Parlamento Europeo e del Consiglio hanno firmato la direttiva specifica lo scorso dicembre. Il testo e’ entrato in vigore lo scorso 31 dicembre 2016, e gli Stati membri devono adeguarvisi entro giugno del 2018.
Una classifica delle citta’ piu’ inquinate, stilata dal quotidiano El Pais tra quelle con popolazione superiore a 500 mila abitanti (aree metropolitane), vede al primo posto Londra, seguita da Stoccarda, Monaco, Parigi, Marsiglia, Lione. Quindi Torino, che risulta la citta’ piu’ inquinata d’Italia, seguita da: Glasgow, Firenze, Roma, Colonia, Berlino Amburgo, Cracovia, Dusseldorf, Genova, Milano, Górnoslaski Zwiazek Metropolitalny (Slesia-Polonia), Amsterdam, Essen, Francoforte, Napoli, Hannover, Breslavia, Lisbona, Dresda e Madrid.
Colpisce l’attenzione l’inquinamento di Firenze e Roma, allo stesso livello, ma se consideriamo che Roma e’ battuta da venti mentre Firenze e’ in una conca dove il vento e’ una rarita’, il capoluogo della Toscana appare in condizioni critiche.

Qui la ricerca completa

* Ampi stralci tratti da un'articolo pubblicato sul quotidiano El Pais il 15 febbraio 2017
Pubblicato in:
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori