Venerdì 21 agosto 2026
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L'intelligenza artificiale crea un sistema medico "ombra" parallelo?

Articolo · Redazione ·

Un numero crescente di persone si affida a chatbot come ChatGPT, dispositivi indossabili come gli anelli smart Oura e servizi di telemedicina diretti al consumatore come Ro e Hims per ottenere diagnosi, consigli sanitari e persino prescrizioni di farmaci, spesso senza passare dai canali della medicina tradizionale. È quanto denuncia un articolo di opinione pubblicato da STAT News, che parla apertamente di un "sistema medico ombra" nato accanto a quello istituzionale.

 

Il fenomeno non è marginale: secondo dati diffusi da OpenAI e già raccolti da STAT in altre inchieste, più di 40 milioni di persone al giorno si rivolgono a ChatGPT per questioni legate alla salute, chiedendo informazioni su alimentazione, esercizio fisico, assicurazioni e, in alcuni casi, sintomi gravi che normalmente richiederebbero una chiamata al pronto soccorso o una visita medica.

 

Secondo l'opinione pubblicata da STAT, questi strumenti - pur risultando spesso più rapidi o più accessibili rispetto ai canali sanitari convenzionali - operano con una supervisione clinica molto più debole e senza le stesse responsabilità professionali che gravano su un medico abilitato. Le piattaforme di telemedicina diretta al consumatore, come quelle gestite da Ro e Hims, hanno costruito un business fiorente attorno alla prescrizione rapida di farmaci per disfunzione erettile, perdita di peso e altre condizioni, promettendo comodità e discrezione. Diverse inchieste di STAT hanno però messo in luce che in oltre trenta stati americani è illegale per le aziende esercitare direttamente la medicina, e che dietro le piattaforme nazionali operano in realtà gruppi medici indipendenti la cui reale autonomia decisionale resta poco trasparente ai pazienti.

 

Il tema è finito anche sotto la lente delle autorità: la Federal Trade Commission statunitense ha citato in giudizio Hims & Hers accusando l'azienda di pratiche commerciali ingannevoli, incluso il presunto passaggio di dati sanitari sensibili a soggetti terzi come Meta e Snap senza un'adeguata informativa ai consumatori.

 

Sul fronte dei chatbot, la letteratura scientifica recente mostra un quadro ambivalente. Alcuni studi hanno rilevato che modelli come ChatGPT possono fornire risposte di qualità elevata a domande sanitarie, ma altre ricerche - tra cui uno studio pubblicato su The Lancet Digital Health dai ricercatori del Mount Sinai Health System di New York - hanno dimostrato che i grandi modelli linguistici possono "credere" a informazioni mediche false quando queste vengono presentate con un linguaggio clinico credibile, ripetendo affermazioni inventate in circa un terzo dei casi testati.

 

Parallelamente, dispositivi indossabili come gli anelli Oura, pensati per monitorare parametri come sonno, temperatura corporea e frequenza cardiaca, vengono sempre più spesso interpretati dagli utenti come strumenti diagnostici, nonostante non siano concepiti né validati per sostituire una valutazione clinica professionale.

 

L'articolo di STAT sottolinea come questo ecosistema informale - fatto di chatbot generalisti, wearable di consumo e piattaforme telemedicche a scopo commerciale - si stia affermando accanto alla medicina istituzionale senza le stesse garanzie di qualità, sicurezza e responsabilità professionale. Diversi ospedali e sistemi sanitari, temendo di perdere il contatto con i pazienti che si rivolgono direttamente all'intelligenza artificiale, hanno iniziato a lanciare propri chatbot per riportare quelle conversazioni cliniche entro i confini della medicina tradizionale.

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