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L’irriverente fiorentino si sente sicuro dopo il divieto di bici su Ponte Vecchio
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Articolo di Vincenzo Donvito
31 ottobre 2019 9:35
 
 Si è pacato il disagio da insicurezza dell’irriverente fiorentino che solca le strade del centro storico: gli 80 metri del Ponte Vecchio saranno vietati alle biciclette. Wow! Ora sì che Firenze è una città a misura umana, cioè - secondo la versione gigliata di questo appellativo – di turisti e bottegai. Soggetti, sia chiaro, che all’irriverente non danno turbamento visto che i primi portano soldi e i secondi… “ce n’è sempre uno in famiglia”.

Certo, il cartello che hanno messo di qua e di là dell’Arno lascia perplessi: “Area pedonale”, con l’omino stilizzato che sembra cammini a passo lungo; e sotto un cartello più piccino con bici stilizzata e la scritta “condotti a mano”… ma le bici non erano femminili…. Mumble mumble… ah già, per il Comune sono velocipedi e non bici… anche se all’irriverente, e non solo, “velocipede” richiama la memoria di quelle bici di qualche secolo fa con la enorme ruota davanti e un ruotino dietro e con il guidatore coi baffi alla Dalì. Ma sarà che da Palazzo Vecchio ci hanno voluto dire che solo quei velocipedi vanno condotti a mano? No, siamo andati a guardarci il Codice della Strada ed abbiamo appreso che sono tutti velocipedi, e ci siamo già visti la domenica mattina rivolti al nostro bimbo di 6 anni “Ugo, prendi il velocipede che si va alle Cascine ad arrotare qualcuno”.

A parte la Crusca che in questo caso ci sembra molto residuo del grano/segatura e poco accademia, siamo tranquilli per la nostra sicurezza? Dopo le zone rosse dove non si poteva circolare se avevi una qualche denuncia, e “brutalmente” cancellate dal Tar… ci voleva proprio questa disposizione. Se ne sentiva la mancanza. Anche perché i bottegai del Ponte hanno tenuto a precisare che la loro sollecitazione al Comune in merito “non è per il loro tornaconto ma per salvaguardare l’incolumità degli stessi ciclisti e dei turisti” … “ecco il motivo per cui abbiamo portato avanti questa battaglia” (1), mica perché ce l’hanno coi ciclisti che disturbano i turisti che si fermano meno davanti alle loro botteghe.... La storia, che è fatta anche di battaglie vinte e perse, annovererà nei suoi annali anche questa perla di saggezza e cimento civici, altroché battaglia di Campaldino.

Noi canzoniamo, come sempre, ma esterniamo anche qualche perplessità visto che viviamo a Firenze e non su Marte: si potranno solcare gli ottanta metri dorati con il proprio velocipede a mano, quindi (cosa che già quasi tutti i ciclisti fanno, ché traversare il Ponte in sella, a parte alle 4 di mattina, era tecnicamente impossibile per le presenze umane)… ma, come talvolta accade con quei foglietti rosa che troviamo sui cruscotti per multe “creative”, chi ci dice che un vigilino non ce lo consegni mentre conduciamo a mano il velocipede e alle nostre rimostranze ci dica “è sceso dalla sella solo quando mi ha visto”. Sì, lo sappiamo. Stiamo “tirando” un pochino ma, per l’appunto. Firenze e non Marte...e poi all’Aduc, con tutti quelli che vengono con multe del genere e a cui replichiamo “se fa ricorso spende di più che pagare, e poi deve dimostrare che lei dice il vero e il vigile mente”… un po’ di esperienza ce la siamo fatta. Va buo’, queste sono malignità… ma ci vengono irriverentemente in testa.

Ed ora, tornando alla sicurezza che ci viene garantita dalla battaglia dei bottegai del Ponte, ci viene in mente tutto il resto che non è Ponte, con e senza bici/velocipedi. Brrrrrr. Dovremmo anche sentirci più sicuri perché hanno aumentato la tassa di soggiorno con cui pagheranno meglio i vigili che potranno quindi multare meglio i velocipedi su Ponte Vecchio e con quei soldi fare le piste ciclabili che finiscono nel nulla o si interrompono lasciandoti col velocipede da mettere in tasca se vuoi procedere…. Oh Satana, ora l’irriverente si attorciglia.

Suvvia, ora mi vado a fare una passeggiata su Ponte Vecchio, senza velocipede ovviamente, ché con quello “passavo e via”, e quindi potrò più facilmente fermarmi davanti alle botteghe che hanno vinto la battaglia e magari comprarmi una catenina dopo aver stipulato un mutuo col bottegaio.

1 - Corriere della Sera, ed. Firenze del 31/10/2019
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