Lunedì 8 giugno 2026
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L’irriverente e il sangue di San Gennaro. Il mondo allo sbando. Una risata potrebbe salvarlo

Articolo · François-Marie Arouet ·

Tutti con l’angoscia, a Napoli e nel mondo, perché il sangue di San Gennaro, mentre scriviamo, non si è ancora sciolto (i chierichetti di oggi non sono più quelli di una volta…).

Oggi 16 dicembre, nella trilogia della fede e degli scioglimenti di  riferimento (il 19 settembre, data della festa del santo; il sabato che precede la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle sue reliquie), avrebbe dovuto sciogliersi per commemorare la sua (del sangue) grande forza che nel 1631 riuscì a fermare un’eruzione del Vesuvio salvando la città partenopea. 

Ci stupiamo come, con tanta forza e pur coi dubbi del piccolo problema odierno, non si sia mandato il contenitore del sangue, per esempio, a Gaza e in Ucraina, ma si sia scelto di mandare in missione di pace un umile umano come Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. 
Non siamo addentro la burocrazia vaticana e cattolica, e quindi fallaci per status.

Noi, pur se mangiamo preti a colazione e cena, ci domandiamo come mai non sia pensato, invece del sangue benefico quanto disciolto, alla risata. Si sa che una risata può fermare il mondo. Almeno provarci, non solo per i beghini del Duomo di Napoli accorsi per il miracolo nella cappella del tesoro di San Gennaro, ma per tutto l’orbe terracqueo,


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