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L’irriverente. Satira e schifezza, come distinguere
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Articolo di Alessandro Gallucci
2 maggio 2021 13:11
 
 Si fa un gran parlare dello spettacolo di Pio e Amedeo. Del loro invito a non cadere nella trappola del politicamente corretto, del poter ridere senza mettere un limite, una censura, all'ironia.
Non abbiamo visto la loro performance, in realtà mai visto un loro programma. Quindi finiremmo per parlare a sproposito se ci concentrassimo su di loro.
Però l'invito che hanno fatto, non unico, ma solo più recente, a non farsi ingabbiare dall'essere politicamente corretto, ci dà l'occasione per ricordare qualcosa sull'argomento, per evitare di confondere la satira con la schifezza, cioè la cioccolata con la sua conseguenza marrone meno nobile. Ci manteniamo puritani, per ora.
Una persona che fa un discorso satirico usa ironia, sarcasmo, presenta le persone in modo caricaturale. La satira serve. Prima d'ogni cosa per imparare a non prendersi mai troppo sul serio, eppoi anche a svegliare, sollecitare, scuotere e risvegliare coscienze che alle volte sono "incoscienti", distratte, infiacchite o intorpidite.
È chiaro che chi fa satira non dev'essere censurato. E se la satira non piace, se urta, il problema è di chi non l'accetta. Punto.
Non c'è satira nell'ironia della schifezza. Chi produce schifezze non fa satira, ma caricature della satira pretendendo però di poterle fare in nome della satira.E come loro sono quelli li credono satiri, senza forse sapere nemmeno che stanno guardando una schifezza.
Chi produce una schifezza è come uno che sta annegando, con buona pace del poveretto, che di solito annaspa e si dimena convulsamente. Non perché gli piaccia farlo, non se ne accorge nemmeno di quello che fa, ma perché è preso dal salvarsi e non ha alternativa. Se uno non comprende questo suo limite, il problema però è di tutti. Perché la schifezza è spesso ben pettinata e si confonde. Da qui il famoso detto non confondere la merda con la cioccolata. Riconosciuta, però, non andrebbe censurata, ma semplicemente ignorata, evitata, come la poco nobile sostanza marrone. Dovremmo esercitarci tutti a riconoscere le schifezze. Per godere di più della satira, senza moralismi.
 
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