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Italia. Narcosalas? La dura legge del mese di agosto
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Articolo di Massimo Lensi
24 agosto 2002 9:24
 
Puntos limpios de venopuncion, presidi di autosomministrazione vigilata, stanze del buco, injection room, shooting room, in altre parole le "Narcosalas", gli appositi locali per l'autosomministrazione di stupefacenti sotto protezione sanitaria, o che prevedono somministrazione, sotto controllo medico, di eroina-farmaco. Un progetto, ancora solo a parole, che sta riaprendo pero' il dibattito sulla riduzione del danno per il tossicodipendente da eroina. Le Narcosalas, ci fanno sapere gli esperti, funzionano in primis per limitare le morti da overdose e per diminuire l'impatto sociale del consumo di droghe iniettive negli spazi pubblici. Un bel dibattito, quello che ha preso il via in Piemonte, con il sindaco di Torino Chiamparino in prima fila. Molti gli interventi a favore e molti quelli contro. Un dibattito che pero' corre il rischio, a nostro avviso, di rimanere tale, molto accademico e agostano, senza nessuna possibilita' che l'intenzione si trasformi, pur col tempo necessario, in concreta realizzazione.

Non ci interessa in questo momento prendere parte ad uno dei due schieramenti, e sommare la nostra voce a quella di politici, associazioni del no profit, esperti, medici e preti. Non ci interessa, in altre parole, entrare nel merito della questione. Il sindaco Chiamparino aveva dichiarato alcuni giorni or sono che si trattava principalmente di capire che cosa erano queste strutture, che esiti avevano dato dove funzionavano e se vi erano condizioni di legge per aprirle anche in Italia.

La legislazione in Italia punisce chi utilizzi beni mobili o immobili al fine del consumo di droga e la legge 26 giugno 1990, al capitolo "Concessione delle strutture degli enti locali", prevede che le regioni, le province autonome, gli enti locali, nonche' i loro enti strumentali e ausiliari possono concedere in uso gratuito agli enti ausiliari beni immobili di loro proprietà con vincolo di destinazione alle attività di prevenzione, recupero e reinserimento anche lavorativo dei tossicodipendenti. Meglio ripetere: prevenzione, recupero e reinserimento anche lavorativo. Nulla a che vedere con la riduzione del danno da droghe iniettive.

Certo, tutto e' possibile nel nostro Paese, ma non punteremmo un centesimo di Euro sulla possibilita' di vedere modificare l'attuale legislazione da parte della maggioranza. L'attuale Governo sembra decisamente orientato verso politiche, nazionali e internazionali, repressive e "punizioniste". Sul traffico, sullo spaccio e sul consumo di sostanze stupefacenti. Che serve allora puntare sulle narcosalas? E sulle politiche di riduzione del danno? Lasciamo la risposta in sospeso, con la convinzione che ai primi di settembre questo dibattito morira' come sempre accade quando velleita' e buoni propositi si scontrano con la realta'. E' la dura legge dell'agosto italiano.
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