Kit sopravvivenza da rivalutare. Situazione italiana molto gracile

Quando a marzo la commissaria Ue Hadja Lahbib, incaricata per la gestione delle crisi, fece notizia col kit di sopravvivenza di 72 ore, la reazione media, in Italia soprattutto, fu ironica e leggera. Cos’era un film? Documenti di identità in una confezione impermeabile, acqua, una torcia, un coltellino svizzero, fiammiferi e accendino, medicine, cibo in scatola, denaro contante, un mazzo di carte, un caricabatterie e una power bank.
Con quello che sta succedendo in questi giorni, crediamo sia proprio il caso di non sottovalutare questo invito. Alcuni Paesi europei si sono già attrezzati in materia e se - forse - non facciamo come in Polonia dove ogni sabato i cittadini fanno mini-addestramenti militari, iniziative simili sono già in cantiere, per esempio, in altri Paesi Ue.
Quanto accaduto ieri, con Israele che ha attaccato alcune postazioni in Iran che hanno a che fare col nucleare, non può essere considerato, come al momento fanno le nostre rappresentanze istituzionali, solo come meritorio di esercizio di dichiarazioni politiche. Mediamente ignoranti (speriamo…) sul fatto che mentre l’Iran è in trattative per la difesa (come dicono loro) del nucleare civile, lo stesso Iran si è costruito alcune bombe pronte all’uso. Con, nel frattempo, cascate di missili su Israele (neutralizzati dalla difesa israeliana), con la popolazione che sono alcune ore fa è stata fatta uscire dai bunker in cui si era rifugiata, e la diplomazia Usa che sta evacuando il proprio personale dalla zona.
Ci rendiamo conto che siamo a metà giugno, le scuole (a parte gli esami) sono già chiuse, molti sono già in vacanza e tanti stanno programmando di fare altrettanto, le serate estive nelle città sono piene di iniziative culturali ….. ma la prevenzione non è mai troppa. Per chi ha figli piccoli, consigliamo di farlo con loro, come fosse un gioco di responsabilità. Al massimo (e lo auspichiamo) fra qualche anno ci si “riderà sopra” per tanta solerzia.
In questo contesto è bene che ognuno si attrezzi così come consigliato dalla commissaria Ue nello scorso marzo. Le informazioni online sono facili, così come è facile raccogliere tutti i pezzi per il kit di sopravvivenza, dando una mano, in particolare, ai soggetti più deboli e facendo pressione perché le istituzioni locali si impegnino in materia.
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