Mercoledì 10 giugno 2026
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L'eccezione ebraica allo Stato di diritto

Articolo · Redazione ·
L’articolo 2 della Costituzione stabilisce che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.

Ecco: di fatto, per gli ebrei, questa prescrizione è trasgredita, perché la Repubblica formalmente garantirà pure i diritti individuali dei singoli ebrei e delle loro formazioni sociali: ma gli ebrei in quanto ebrei sono molestati e sono molestate la Comunità ebraiche.

L’articolo 19 della Costituzione dice che “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto”. Gli ebrei ne avranno diritto in linea teorica: ma in linea di fatto quel diritto è revocato visto che non c’è una sinagoga che non sia protetta dalle forze dell’ordine.

L’articolo 10 della Costituzione dice che “La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”. Evidentemente deve esserci qualche trattato internazionale secondo cui gli ebrei israeliani in Italia possono essere cacciati dai ristoranti, qualche trattato secondo cui i professori ebrei israeliani possono essere cacciati dalle università, qualche trattato secondo cui i turisti israeliani che atterrano negli aeroporti italiani possono essere accolti dalla teppaglia che grida loro “assassini”, “tornatevene a casa”. Perché questo succede agli “stranieri” in Italia, se sono ebrei israeliani.

Potrei continuare nell’elenco dei principi costituzionali che di fatto sono mandati in desuetudine nei confronti degli ebrei.

Gli ebrei rischiano, se sono riconosciuti come ebrei. Ogni sinagoga è presidiata: sono gli unici a non poter liberamente praticare il proprio culto. Ogni scuola ebraica è presidiata: il diritto allo studio dei bambini e dei ragazzi ebrei è condizionato.

Ogni festa ebraica è occasione di pericolo. È condizionato il dritto degli ebrei di manifestare le proprie convinzioni politiche: se si dicono vicini a Israele, rischiano. Non perché si dicono vicini a Israele, ma perché sono ebrei. Il non ebreo vicino a Israele è comunque ostracizzato, ma se è ebreo è letteralmente preso di mira.

È condizionato il diritto degli ebrei di partecipare al dibattito pubblico (vengono cacciati dalle università, i loro convegni sono impediti e i convegni a cui partecipano sono osteggiati, interrotti con la violenza).

L’articolo 3 della Costituzione repubblicana dice che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Ma l’art. 3 della Costituzione, di fatto, non si applica agli ebrei.

Gli ebrei non sono più cittadini con pari dignità, e uguali davanti alla legge.

E questa discriminazione è accettata, acquisita. È normale. È norma che sia è sostituita alla legge fondamentale dello Stato.

(Iuri Maria Prado su Inoltre del 24/12/2025)

 
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