Narcoguerra messicana. Un bilancio dei gruppi di autodifesa del Michoacan
E' quasi un anno che Hipòlito Mura, agricoltore a La Ruana, nello Stato messicano di Michoacan, viene chiamato “comandante”, un titolo che non gli piace ma che corrisponde al ruolo che ha assunto nei gruppi di autodifesa di questa regione del Paese.“Io non ho studiato per nessuna carriera. Invece ci sono persone che mi chiamano 'comandante', e non mi piace che mi chiamino cosi'”, dice nell'ambito di una intervista ai principali dirigenti dei gruppi di autodifesa del Michoacan.
Il 24 febbraio del 2013, Mora, insieme a 250 suoi concittadini della zona dei limoni di La Ruana, nella cosiddetta “Tierra Caliente” del Michoacan, si sono armati contro “Los Caballeros Templarios”, un cartello di narcotrafficanti che ha esteso la propria rete criminale grazie ad estorsioni e sequestri.
“Si sono impossessati di tutto”, dice Mora nell'intervista in un silos di plastica a pochi metri dal posto di blocco che le “autodefensas” hanno piazzato all'ingresso de La Ruana, 60 km da Apatzingàn, la citta' roccaforte dei Cavalieri Templari.
I civili, in virtu' della latitanza delle autorita' del Michoacan, hanno preso le armi per primi a La Ruana, e da li' il movimento si e' esteso a molti luoghi del sudest del Messico.
In Michoacan, famoso per i suoi avocado e limoni, i cartelli della droga si sono installati da diversi anni coltivando marijuana e papavero da oppio, fabbricando anche droghe sintetiche, e col passar del tempo hanno cominciato a controllare vaste aree della regione.
I gruppi di autodifesa sono stati costituiti per attirare l'attenzione del Governo federale, che si e' fatto sentire negli ultimi mesi per far valere la propria presenza li' dove prima era assente e dove l'unico potere esistente era quello dei Templari, che lo esercitavano direttamente o comprando le autorita' locali.
“La corruzione era in ogni luogo, ma la piu' corrotta era la Polizia Municipale. Nel centro citta' e sulla riva del mare, abbiamo visto camionette di poliziotti parlare con persone armate appartenenti ai Cavalieri Templari”, dice Mora.
Ora la situazione non e' piu' tale a La Ruana, anche perche' gli uffici della polizia municipale sono presidiati dalla polizia federale, che usa i loro veicoli e che si e' estesa in tutta La Ruana in collaborazione con i gruppi di autodifesa.
I gruppi di autodifesa avevano al loro interno dei civili armati, ma dallo scorso 27 gennaio, quando e' stato siglato un accordo col Governo, nessuno, delle autodifesa, circola armato. Un primo passo per la istituzionalizzazione di questi gruppi, integrandoli con i Corpi di Difesa Rurale, facendo loro registrare le proprie armi che prima erano ben nascoste nella Tierra Caliente.
“Io mi sono reso legale come rurale”, dice Mora, 57 anni e 11 figli. “Non spero molto che conti la mia qualifica di rurale, ma sono sicuro che la mia voce sara' ascoltata”.
Il processo di integrazione ha implicato l'invio di migliaia di militari e poliziotti federali che ora pattugliano citta' e comunita' agricole che prima erano sotto il controllo dei Templari.
Ci sono state alcune azioni congiunte tra gruppi di autodifesa e militari, una cosa che solo l'anno scorso non sarebbe mai successa, quando le autorita' misero in galera decine di appartenenti ai gruppi di autodifesa perche' andavano in giro con armi che erano consentite solo all'esercito.
Il gruppo di Mora ha 39 volontari in prigione proprio per questo motivo, ma si spera che presto usciranno.
In tutti questi anni ci sono stati dubbi sui finanziamenti di questi gruppi, e si pensava che avessero fondi dai cartelli rivali dei Templari.
A domanda sul finanziamento del proprio gruppo, Mora risponde con tranquillita' e precisione. “I Cavalieri Templari”. Una risposta che viene cosi' spiegata: quando questo cartello controllava La Ruana, c'erano molte coltivazioni di limoni che, all'apparire delle autodifese, furono abbandonate. Di queste se ne fece carico la comunita', e gli introiti servirono a pagare questi poliziotti comunitari, anche per acquistare armi e veicoli.
“Nessuno avrebbe creduto che queste coltivazioni avrebbero potuto essere utilizzate per finanziarci”.
In questo ultimo anno di azioni e iniziative sono pero' sorti dei dubbi e preoccupazioni su possibili infiltrazioni nei gruppi di autodifesa, sia da parte dei Templari che da cartelli rivali, e questo e' il principale problema di questo movimento.
“Chiediamo che i movimenti siamo puliti, non contaminati. Sembra che funzioni... e siamo sulla giusta strada per diventare un movimento sano”, dice Hipòlito Mora.
(articolo di Agustín de Gracia per l'agenzia stampa Efe del 22/02/2014)
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