Venerdì 5 giugno 2026
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Nuova Zelanda. Inevitabile il cambiamento della legge sulla cannabis

Articolo · a cura di Katia Moscano ·
Nandor Tanczos, portavoce dei Verdi per le politiche sulla droga, ha pubblicato un articolo sul quotidiano "The New Zealand Herald".
Ne riportiamo uno stralcio.

Molto spesso quello che si ritiene essere un dibattito politico non e' che "marketing": questo riguarda anche l'odierno dibattito sulla cannabis, aperto dalla relazione presentata dall'Health, dopo quasi tre anni di studi.
Il rapporto della commissione ha espresso l'inevitabilita' di un cambiamento della legge, perche':
1) il consumo moderato di una persona adulta, comporta rischi bassissimi di danni, ma un uso frequente e cronico o il consumo per i minorenni e' associato a gravi problemi di salute;
2) la strategia della riduzione del danno e' la strada piu' efficace per risolvere i problemi di sanita' pubblica;
3) le leggi dovrebbero prevenire il consumo nei minorenni, non criminalizzare gli adulti che usano la sostanza moderatamente e consapevolmente;
4) la proibizione non riduce ne' il consumo ne' l'abuso, ma crea problemi giudiziari a coloro che ne fanno uso, alimenta il mercato illegale ed espone ai rischi di imbattersi nelle droghe piu' pesanti;
5) progressi possono essere compiuti da questo Parlamento, ma serve molto lavoro per comprendere come la legge possa essere modificata.
La sorpresa e' stata vedere come tutti i partecipanti al dibattito avessero un generale accordo di intenti, dando il via per una discussione molto qualificata. La legge, prima di essere riformata in Canada, Gran Bretagna, Belgio e in Australia, e' stata preceduta da inchieste e discussioni, cio' e' essenziale per dissipare qualsiasi dubbio in merito. Quando le prove sono schiaccianti, il cambiamento e' vicino. Quello che le persone desiderano e' che sia risolto il problema del consumo per i minorenni, e che sia interrotto il commercio -prospero- della distribuzione, ed e' quanto gli esperti hanno auspicato: "L'attuale proibizione non combatte l'alto consumo e il mercato nero. I risultati della proibizione sono gravi pene per reati minori, che impediscono ai condannati di avere un'educazione scolastica, di giovarsi di buone opportunita' di lavoro e li rende timorosi dei processi, annullando qualsiasi trattamento o programma di riduzione del danno. Il proibizionismo alimenta i guadagni del mercato illegale esponendo, di fatto, le persone, alle droghe pesanti".
La commissione ha fatto notare come la legislazione vigente faccia dell'Olanda la nazione con il minor numero di giovani consumatori di cannabis, e quella con meno fruitori di droga pesante dell'occidente. C'e' invece, nel nostro Paese, un aumento di consumo di amfetamine, e questo dovrebbe preoccuparci. Essa ha anche presentato delle raccomandazioni: permette il consumo medico dei prodotti derivati della canapa, previamente testati, e consiglia di indirizzare i rei, per possesso e uso di cannabis, in centri riabilitativi piuttosto che giudicarli criminalmente.
Una decisione importante dell'Health e' che la Expert Advisory Committee on Drugs dia la priorita' alla riclassificazione della cannabis. Essa e' ora una droga C1, classificarla C2 o C3 -come probabilmente avverra'- significa mantenere le stesse pene per i reati commessi, ma allo stesso tempo disciplinarla come medicina. In aggiunta, impedisce le perquisizioni senza autorizzazione: se la polizia non potra' piu' perquisire, senza mandato, il numero degli arresti diminuira'. Quasi 22 mila persone sono state arrestate per reati connessi alla cannabis in Nuova Zelanda tra gli anni 1994/2000 e ci sono stati, nel 1999, 9.399 processi.
Infine l'Health chiede, agli organi di giustizia e ai comitati elettorali, di guardare la perquisizione senza mandato alla luce del Misure of Drugs Act, e di provvedere ad uno stato giuridico piu' appropriato della droga: cio' assicurera' il rispetto della giustizia e dei diritti civili, mettendo il nostro Paese in prima linea, nonostante gli sforzi contrari del partito United Future.
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