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Pensione reversibilità. Diritto di tutte le coppie omosessuali anche se non unite civilmente
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Articolo di Sara Astorino
22 gennaio 2020 15:36
 
Negli scorsi giorni ha fatto scalpore una sentenza emessa dal Tribunale di Foggia che, almeno per quanto dichiarato dai vari siti che hanno riportato la notizia, avrebbe riconosciuto il diritto ad ottenere la pensione di reversibilità al membro superstite di una coppia omosessuale non unita civilmente.

L'affermazione è esatta ma manca una doverosa precisazione o meglio va chiarito che non è stato il Tribunale di Foggia a riconoscere questo diritto poiché lo stesso era già stato riconosciuto nel 2018 dalla Corte d'Appello di Milano.

Il Tribunale di Foggia ha fatto proprie le motivazioni della Corte di Appello di Milano che a sua volta, nella redazione delle motivazioni sottese alla decisione, si è ispirata alla nostra Costituzione e a diverse sentenze emesse dalla Corte Costituzionale.

Questi continui riferimenti che sembrano essere una scatola cinese in realtà forniscono un valore enorme alle sentenze emesse dai vari Tribunali e chiariscono che il diritto alla pensione di reversibilità anche alle coppie omosessuali non unite civilmente non dipende dalla volontà o dalle idee di un giudice ma discendono direttamente dalla nostra costituzione.

Dopo l'approvazione della Legge Cirinnà le coppie omosessuali unite civilmente hanno acquisito diversi diritti tra cui quello di ottenere la pensione di reversibilità ma questa Legge ha prodotto effetti positivi, ampliando il ventaglio dei diritti, anche per le coppie non unite civilmente.

Prima dell'approvazione della predetta Legge, l'art. 22 della Legge n. 903 del 21 Luglio 1965 prevedeva che la pensione di reversibilità potesse essere erogata solo in favore del coniuge o dei figli superstiti non maggiorenni oppure di qualsiasi età, riconosciuti inabili al momento della morte del genitore.

Il concetto di coniuge è stato interpretato ed esteso dopo l'approvazione della Legge Cirinnà e, pertanto, la pensione di reversibilità può essere richiesta anche nel caso di unioni civili.

La giurisprudenza, quindi, si è posta una domanda.

Ha diritto ad ottenere la pensione di reversibilità anche il partner superstite di una coppia omosessuale non unita civilmente?

La risposta è SI, ASSOLUTAMENTE SI.

Il motivo per cui la risposta è si viene spiegato dalla stessa Corte Costituzionale che più volte è tornata a pronunciarsi sul punto.
Queste sentenze sono state tutte raccolte, o meglio citate, nella sentenza n. 1005 del 26 Luglio 2018 emessa dalla Corte di Appello di Milano cui il Tribunale di Foggia si è ispirato.

Orbene le motivazioni, che rappresentanto il punto saliente della citate sentenza, sono le seguenti.

Il primo punto che viene chiarito è che, a norma dell'art. 36 della nostra Costituzione, qualsiasi Giudice può procedere al riconoscimento di un diritto costituzionalmente tutelato quale deve ritenersi il diritto al trattamento pensionistico di reversibilità e quindi intervenire direttamente.

Questo passaggio chiarisce il motivo per cui anche il Tribunale di Foggia ha potuto riconoscere il diritto alla pensione di reversibilità.
Sempre la Corte Costituzionale ha chiarito che il diritto alla pensione di reversibilità viene ad inserirsi nel nucleo dei diritti/doveri di assistenza e solidarietà propri delle relazioni affettive di coppia e quindi dei diritti fondamentali dell'uomo che l'art. 2 tutela e garantisce all'interno delle formazioni sociali nelle quali va inclusa l'unione omosessuale intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso.

L'unione stabile omossessuale rientra indubbiamente tra le formazioni sociali di cui all'art. 2 della nostra Costituzione poiché per formazione sociale si intende ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo delle persone nella vita di relazione.

La Corte Costituzionale ha, di fatto, chiarito che “ in tale nozione è da annoverare anche l'unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone- nei tempi, nei mori e nei limiti stabiliti dalla legge- il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”
Ricordiamo, inoltre, che con sentenza del 24 Giugno 2010 la Corte Europea dei diritti dell'Uomo, caso Schalk e Kopf contro Austria, ha affermato “ è artificiale sostenere l'opinione che, a differenza di una coppia eterosessuale, una coppia omosessuale non possa godere della vita familiare ai fini dell'art. 8 e..omissis.. conseguentemente la relazione dei ricorrenti, una coppia omosessuale convivente con una stabile relazione di fatto, rientra nella nozione di vita familiare, proprio come vi rientrerebbe la relazione di una coppia eterosessuale nella stessa situazione”.

Poniamo attenzione al linguaggio.

Sia la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che la Corte Costituzionale parlano di coppia omosessuale stabilmente convivente e non di coppie unite civilemente!

Per questa ragione il diritto alla pensione di reversibilità è esteso a tutte le coppie omossessuali e non solo a quelle unite civilmente: Il requisito per accedere alla pensione di reversibilità non è l'unione civile ma la stabile convivenza.

Da quanto detto emerge chiaramente il motivo per cui la risposta alla domanda della giurisprudenza è si.

La convivenza stabile di una coppia omosessuale dà diritto ad entrambi i partner ad ottenere la pensione di reversibilità e tale diritto sorge indipendentemente dall'unione civile e può essere riconosciuto da un qualsiasi giudice presente sul territorio nazionale senza, come invece più volte viene sostenuto in giudizio, dover ricorrere alla Corte Costituzionale.

In chiusura una piccola curiosità.
La stabile convivenza dà diritto solo alle coppie omosessuali ad ottenere la pensione di reversibilità poiché lo stesso diritto non è riconosciuto alle coppie eterosessuali.
 
* Una versione di questo articolo è stata pubblicata su BL Magazine che ringraziamo.
 
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