Venerdì 16 ottobre 2026
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Perché i cani piccoli vivono più a lungo di quelli grandi

Articolo · Redazione ·

Considerato all'interno della specie stessa, il cane contraddice una tendenza generale osservata in diverse specie: la tendenza degli animali di taglia maggiore ad avere un'aspettativa di vita più lunga. Ad esempio, un elefante vive per decenni, mentre un ratto ha un'aspettativa di vita di soli tre anni.

 

Tra i cani, gli individui delle razze di piccola taglia tendono a vivere più a lungo di quelli delle razze di taglia grande. Questo paradosso è al centro di numerosi studi sulla geriatria canina; infatti, negli Stati Uniti è attualmente in fase di sperimentazione un farmaco volto ad aumentare la longevità dei cani di taglia grande.

 

Un chiaro legame tra taglia e longevità

Uno studio statunitense condotto su oltre 2 milioni di cani, ciascuno visitato da un veterinario almeno due volte tra gennaio 2010 e dicembre 2012, ha rivelato che l'aspettativa di vita per i cani di taglia gigante (oltre 40,9 kg) era di 11,11 anni. A titolo di confronto, i cani di taglia grande (tra 22,7 kg e 40,9 kg) avevano un'aspettativa di vita di 13,38 anni, mentre quelli di taglia media (tra 9,1 kg e 22,7 kg) di 13,86 anni, mentre quelli di taglia piccola (sotto i 9,1 kg) di 14,95 anni. Inoltre, i cani meticci hanno mostrato tassi di sopravvivenza più elevati (14,45 anni) rispetto ai cani di razza pura (14,14 anni).

 

Sebbene la taglia sia uno dei fattori più significativi, non è l'unico in gioco. Altri fattori sembrano giocare un ruolo, come la brachicefalia (avere un naso molto corto, come nei carlini) o il sesso e lo stato riproduttivo (sterilizzato o meno) dell'individuo. Queste tendenze si riscontrano nei database di altri paesi.

 

Profili di malattia diversi a seconda della taglia

I dati relativi al Dog Aging Project forniscono elementi di risposta a questo fenomeno. La taglia sembra essere associata alla diagnosi di malattie della pelle, tumori e malattie infettive e ortopediche. I cuccioli di razze di taglia grande sono anche a rischio di alcune malattie croniche, come i tumori, mentre i cuccioli di razze di taglia piccola sviluppano molte malattie cardiache o oftalmologiche. Uno studio si concentra sui tumori e sulla loro malignità, dimostrando che quest'ultima aumenta globalmente con la taglia.

 

Questi primi dati suggeriscono un indizio: le razze di taglia grande sarebbero più a rischio di alcune malattie mortali. Ma questa ipotesi da sola non permette di spiegare questa differenza.

 

Crescita e invecchiamento: indizi biologici

Si sta esplorando anche un'altra pista: quella della rapida crescita delle razze di taglia grande. Nei primi mesi di vita, un cucciolo di Alano passa da poche centinaia di grammi alla nascita a oltre 50 kg in due anni. Si tratta di una crescita estremamente impegnativa a livello biologico, paragonabile a quella di un chihuahua.

 

Per consentire questa crescita, l'organismo attiva potenti meccanismi che stimolano la produzione e la moltiplicazione cellulare. Uno dei principali attori in questo processo è l'IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile 1), una molecola simile all'insulina. Questo fattore di crescita agisce come un segnale proveniente dalle cellule in crescita, che si moltiplicano e producono un eccesso di proteine. Questo meccanismo è stato verificato in diverse specie, dal topo all'uomo, e si è dimostrato che un'elevata segnalazione di IGF-1 è associata a una minore aspettativa di vita. Nei cani, le concentrazioni di IGF-1 sono più elevate nelle razze di taglia grande rispetto a quelle di taglia piccola, il che crea una reale differenza all'interno della stessa specie, una specificità della specie canina.

 

Questa crescita accelerata potrebbe avere un costo a lungo termine: una maggiore attività cellulare e un rinnovamento tissutale più intenso potrebbero aumentare il danno cellulare o compromettere i meccanismi di riparazione dell'organismo. A lungo termine, questo potrebbe contribuire a un invecchiamento più rapido.

 

Questa ipotesi deve ancora essere dimostrata; l'IGF-1 probabilmente non è l'unico meccanismo in gioco per spiegare questa differenza di longevità tra razze di piccola e grande taglia. Si osservano anche altri cambiamenti nel metabolismo. Le cellule dei cani di grossa taglia presentano una maggiore attività glicolitica per scomporre il glucosio e produrre energia. Queste modifiche possono essere soggette a forte stress cellulare e, a lungo termine, contribuire allo stress cellulare e all'invecchiamento.

 

È anche possibile menzionare il triptofano, un amminoacido utilizzato dall'organismo per la produzione di varie molecole, se il metabolismo è diverso tra cani di piccola e grande taglia. Oppure, alcuni processi di trasformazione del triptofano intervengono nei processi legati al funzionamento cellulare, all'immunità e all'infiammazione. Questa differenza potrebbe quindi costituire una nuova pista di invecchiamento.

 

In definitiva, uno studio su larga scala che ha coinvolto quasi 900 cani ha messo in luce un nuovo meccanismo che potrebbe spiegare le differenze nella longevità. Si tratta di epigenetica: modificazioni biochimiche che alterano l'attività genica senza modificare il codice genetico stesso. I marcatori "metilici" presi in esame impediscono la lettura di determinati geni. È noto che, con l'avanzare dell'età, questi marcatori tendono a perdersi gradualmente; tuttavia, i ricercatori hanno dimostrato che nei cani di taglia grande questo processo è accelerato rispetto ai cani di taglia piccola: la perdita di tali marcatori avviene, infatti, con un ritmo superiore del 35% su base annua. Questa perdita riguarda in modo specifico regioni del DNA associate ai cosiddetti "geni saltatori" (elementi trasponibili) – una scoperta che, nel 1940, valse a Barbara McClintock il premio Nobel! Essendo liberi di spostarsi, questi geni potrebbero indurre danni cellulari legati all'invecchiamento, portando i cani di taglia grande a invecchiare più rapidamente.

 

Una questione ancora aperta

C'è ancora molto lavoro di ricerca da compiere per comprendere con precisione perché i cani di taglia piccola vivano più a lungo di quelli di taglia grande. Si tratta di un ambito che ci riguarda da vicino, poiché questi animali condividono il nostro ambiente e la nostra vita quotidiana. Questo particolare contesto rappresenta anche un'importante risorsa per gli esperti – inclusi i veterinari – per approfondire le specificità dei nostri animali e offrire un supporto personalizzato ai nostri amici a quattro zampe.

 

Che si condivida la propria vita con un Jack Russell Terrier (razza di piccola taglia) o con un Bovaro del Bernese (razza di taglia gigante), il ritmo dell'invecchiamento è determinato in parte dai geni, ma anche dalla qualità della vita garantita nel corso degli anni: ciò include il monitoraggio costante del peso, un'attività fisica regolare e cure veterinarie adeguate. I cani di taglia grande ci lasciano purtroppo troppo presto; comprendere le ragioni di questo fenomeno è il primo passo per riflettere su come offrire loro, al nostro fianco, una buona qualità della vita.

 

(Sara Hoummady - DMV, PhD, Associate professor in ethology and animal nutrition, UniLaSalle -, Léna Rousseau - Postdoctoral fellow, UniLaSalle - su The Conversation del 14/10/2026)

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