Periodo natalizio 2025 – Carabinieri in soccorso di chi ha bisogno di aiuto. Con riflessione finale
Pochi giorni prima di Natale si sono susseguite, sugli organi di stampa, diverse notizie che raccontano la costante presenza dei militari dell’Arma (1) accanto a persone bisognose di aiuto.Voglio però subito dire che spesso veniamo informati anche di analoghe azioni degli appartenenti alla Polizia di Stato (2), a cui accennerò più tardi.
Tre sono gli interventi dei carabinieri, che hanno avuto un’eco a livello nazionale: uno a favore di un minore e due a favore di due signore molto anziane.
Parto da queste ultime, perché hanno in comune la solitudine, anzi, peggio, un vero e proprio isolamento.
A Cannobio, sul Lago Maggiore sponda piemontese, i carabinieri si sono attivati a favore di una signora novantenne che, non potendo uscire di casa, non mangiava da tre giorni. Li ha avvisati una parente, che abita lontano, con cui questa anziana si era sfogata. L’hanno trovata in discrete condizioni di salute, ma certamente bisognosa di compagnia e supporto umano, e, per prudenza, l’hanno accompagnata in ospedale per accertamenti, avvisando, nel contempo i figli che vivono all’estero.
Ha sfiorato invece la tragedia la situazione della signora ottantacinquenne di Milano, che ha tentato il suicidio scavalcando il davanzale della sua finestra al sesto piano, ma che, evidentemente e per fortuna, ha avuto paura e non si è lasciata cadere. Dei passanti l’hanno vista e hanno allertato i carabinieri che sono riusciti a riportare in casa la signora, per poi farla ricoverare a Niguarda, dove è stato confermato il suo stato di sconforto per la solitudine, aggravato dall’avvicinarsi della “festa delle famiglie”, come si vuole che sia il Natale.
Il caso del minore, un ragazzino napoletano di undici anni di nome Alessio, è invece diverso ed è più, come dire, intriso di “spirito natalizio”. Si chiama Alessio e, dopo la recente morte della mamma, vive con il papà e una sorellina di tre anni. Sentiva arrivare un Natale triste, soprattutto per la sorella e, siccome disegna bene, la domenica prima di Natale, mette nello zaino dei disegni e qualche libro di casa, ed esce alla chetichella allo scopo di raggranellare, dalla loro vendita, qualche soldo per questo regalo alla sorellina.
Si sistema davanti a un negozio di giocattoli, sperando che chi entra lì dentro, compri qualcosa anche da lui.
Ma il proprietario del negozio avvisa i carabinieri, perché, come leggo in un articolo che parla di questo episodio, è “preoccupato per la presenza del bambino solo” lì davanti.
I carabinieri arrivano, e sanno essere, evidentemente rassicuranti, se Alessio racconta loro la sua storia, mentre lo portano in caserma. Dove, nel frattempo, è arrivata la denuncia di scomparsa avanzata dal padre che non riusciva più a trovarlo.
E mentre il papà raggiunge Alessio in caserma, i carabinieri provvedono ad accontentare il ragazzo, comprandogli il regalo per la sorellina e anche uno per lui, e scattandogli qualche foto in mezzo a due di loro, non in arresto come Pinocchio, bensì molto sorridente.
A questo punto aggiungo una nota molto interessante del Ministero della Difesa a commento di un episodio analogo a quello del salvataggio della signora di Milano, ricordato sopra (il tentativo di suicidio di una adolescente sventato dal dialogo con lei intrpreso da un carabiniere.). Ecco il testo: “Un esempio di umanità, empatia dedizione. Perché la Difesa è anche questo. Perché la sicurezza nasce anche dall’ascolto”.
Parole molto belle e molto vere.
Voglio aggiungere, adesso, qualcosa a proposito dell’analoga propensione alla vicinanza umana verso persone in difficoltà da parte di membri della polizia di stato. E questo avviene, negli episodi che ho letto, quando sono chiamati a intervenire per bloccare un cliente di un esercizio commerciale, che ha tentato di allontanarsi senza pagare la spesa fatta. “La sicurezza nasce dall’ascolto” – giusto. Questi agenti di pubblica sicurezza hanno ascoltato il grido di aiuto di queste persone che, nella loro indigenza, avevano cercato di impossessarsi di generi alimentari e pannolini per i bambini, e hanno pagato di tasca loro la “refurtiva”, ristabilendo così il giusto ordine delle cose: il bisogno di mangiare e/o di accudire un bambino piccolo, da una parte, e il diritto del commerciante a essere pagato, dall'altra..
Di fronte a tali esempi mi viene da chiedere cosa pensino questi agenti delle forze dell’ordine quando ricevono il comando di usare senza risparmio i manganelli su dimostranti che non rappresentano un vero pericolo, ma che semplicemente vogliono esprimere la loro protesta contro leggi sempre più liberticide o intendono rivendicare giusti diritti (diritto a retribuzioni e abitazioni dignitose, diritto allo studio che consenta l’accesso all’università anche ai meno abbienti e così via) che, però, allo stato attuale, sono platealmente calpestati da chi li dovrebbe (far) rispettare, cioè governo, comuni, datori di lavoro …
Mi rendo conto che non è una domanda facile, ma esprimerla so che può aiutarmi a vederci più chiaro. Proprio perché rimango convinta che “la sicurezza nasce dall’ascolto” e non solo dei problemi di singoli individui, ma anche di quelli di gruppi numerosi di persone che possono essere organizzati, come lo sono, ad esempio, i sindacati, ma che possono anche costituirsi sul momento in base a esigenze condivise; magari sono persone, fra cui molti giovani, che non vanno a votare, perché non hanno fiducia nella “politica” dei politicanti, ma hanno tanto da dire sul lavoro che desiderano, sulla vita che vogliono, sulla famiglia e sui figli che vorrebbero e su altro ancora, e, se qualcuno li ascoltasse sul serio, non potrebbero essere ottimi partner nella ideazione di disegni di leggi realistici, basati davvero sulla volontà popolare?
E' possibile riempire di significato questa espressione "volontà popolare" che per ora riempie la bocca di parecchie persone che stanno al potere, ma che non vuol dire un bel niente?
1 - I Carabinieri dipendono da due Ministeri; quello della Difesa per i compiti militari, essendo Forza Armata, e da quello dell’Interno per i compiti di ordine e pubblica sicurezza.
2 - La Polizia di Stato dipende unicamente dal Ministero dell’Interno.
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