Quale AI gratuita riesce a sostituire meglio il lavoro dei private banker
In queste settimane, Citywire Italia ha proposto lo stesso caso di studio alle AI generative, ottenendo risposte differenti per propensioni di rischio, durata degli investimenti, prodotti consigliati e perfino la relazione con il clienteIl mese scorso, Citywire Italia ha dato il via ad un’inchiesta a puntate che potesse rispondere ad una domanda che serpeggia nel settore della consulenza e del private banking ormai da mesi: può l’intelligenza artificiale sostituire il lavoro del private banker?
Per capirlo, abbiamo proposto lo stesso caso di studio alle AI generative, ottenendo risposte differenti per propensioni di rischio, durata degli investimenti, prodotti consigliati e perfino la relazione con il cliente, che abbiamo pubblicato nelle ultime settimane.
La prima differenza evidente riguarda la profondità dell’analisi. Claude e ChatGPT emergono come le AI più analitiche e strutturate: entrambe costruiscono un vero e proprio “piano patrimoniale”, che va ben oltre la semplice asset allocation. Nei loro elaborati trovano spazio la gestione della liquidità per obiettivi specifici, la pianificazione previdenziale, la protezione assicurativa, la governance familiare e persino la sicurezza digitale. Claude, in particolare, si spinge fino a simulare fasi di implementazione del portafoglio, costi complessivi e indicatori di rischio come drawdown e Sharpe ratio, assumendo a tutti gli effetti il punto di vista di una grande banca private europea.
Diverso è invece l’approccio di Copilot, che si distingue per un’impostazione ordinata, ma minimale, con un lungo elenco puntato scevro di tabelle. L’analisi mostra attenzione alla sostenibilità Esg, alla segmentazione del portafoglio e alla logica “core–satellite”. Copilot propone al cliente tre diversi portafogli (uno difensivo, uno equilibrato e uno aggressivo) e collega obiettivi di vita, allocazione e rendimenti attesi, ma rimane più prudente sia nelle ipotesi di rendimento sia nell’utilizzo di strumenti alternativi. È meno propenso rispetto alle soluzioni più sofisticate (private markets, governance avanzata, strutture assicurative complesse) e privilegia un approccio da grande banca commerciale evoluta piuttosto che da boutique di wealth management.
Al contrario, Perplexity adotta un approccio più descrittivo e divulgativo. L’analisi è coerente e prudente, ma meno profonda sul piano operativo: l’AI tende a spiegare le scelte più che a costruire una strategia complessa, offrendo una visione più generalista del patrimonio. È una consulenza che rassicura, ma che lascia molte decisioni aperte, anche se ha il pregio di snocciolare una strategia fiscale ed una successoria
DeepSeek e Gemini si collocano a metà strada. DeepSeek è molto ordinato, attento al profilo di rischio e focalizzato sugli aspetti successori e assicurativi, ma meno ambizioso sul fronte della crescita. Gemini, invece, mostra una forte attenzione alla struttura fiscale, introducendo con decisione il tema delle polizze unit linked come strumento centrale di pianificazione, elemento quasi assente o marginale nelle altre analisi. È l’AI che più chiaramente ragiona “da fiscalista”, probabilmente influenzata dal contesto normativo europeo.
Un altro punto di confronto riguarda le aspettative di rendimento. Qui le differenze sono significative. Claude e ChatGPT sono anche le AI che stimano i rendimenti più elevati nel lungo periodo, arrivando a ipotizzare, negli scenari centrali, crescite patrimoniali che superano i 38–45 milioni di euro a dieci anni. Questo è il riflesso di una maggiore apertura verso azioni, private equity e investimenti alternativi, accettando una volatilità più elevata in cambio di crescita reale.
Perplexity e DeepSeek, al contrario, mantengono previsioni più caute. I rendimenti attesi sono inferiori, soprattutto nel lungo termine, ma accompagnati da una minore esposizione a strumenti illiquidi o complessi. È una differenza che racconta bene la diversa propensione al rischio delle AI: Claude e ChatGPT si mostrano più “growth-oriented”, mentre DeepSeek e Perplexity interpretano il mandato private in chiave conservativa, privilegiando stabilità e protezione.
Interessante anche il tema della libertà di scelta lasciata al cliente. ChatGPT è l’AI che offre il ventaglio più ampio: propone più portafogli alternativi (difensivo, equilibrato, aggressivo), spiega pro e contro di ciascuno e invita esplicitamente a un percorso graduale e modulabile. Claude, pur molto dettagliata, è più prescrittiva. DeepSeek e Gemini, invece, tendono a costruire un’unica soluzione coerente con il profilo, riducendo le alternative ma aumentando la chiarezza.
Sul fronte fiscale e successorio, Gemini e Claude dominano il confronto. Sono le uniche a integrare in modo strutturale strumenti assicurativi, differimento d’imposta, impignorabilità e pianificazione fuori asse ereditario. ChatGPT affronta il tema, ma in modo più prudente e meno centrale. Perplexity resta più sullo sfondo, citando la fiscalità senza farne un pilastro della strategia.
Infine, c’è il tema dell’orizzonte temporale. Non tutte le AI guardano davvero lontano. Claude, ChatGPT e Gemini spingono l’analisi fino a dieci anni e oltre, collegando il portafoglio al pensionamento e al passaggio generazionale. Perplexity e DeepSeek si concentrano maggiormente sui primi cinque-dieci anni, con meno enfasi sulla costruzione di rendite future e sulla governance di lungo periodo.
Questo esperimento dimostra che le AI non sono tutte uguali nemmeno quando partono dagli stessi dati. Alcune ragionano come un grande private banker internazionale, altre come un consulente prudente, altre ancora come un fiscalista o un educatore finanziario. Questo cosa significa? Dal lato cliente, che a seconda di quale AI verrà utilizzata si avrà un risultato diverso, ma soprattutto dal lato del professionista significa che l’uso dell’intelligenza artificiale potrà essere integrato nel proprio lavoro quotidiano adattandola al proprio stile, invece che temerla come una possibile rivale.
(CityWyre del 18/12/2025)
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