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Responsabilità significa subire le conseguenze delle proprie scelte. Gli italiani hanno scelto!
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Articolo di Pietro Moretti
9 marzo 2018 11:19
 
Ci sono momenti in cui si cerca di impedire ad un figlio o ad un amico di fare errori o si fa di tutto per proteggerlo dalle conseguenze. Ci sono altri momenti in cui è invece necessario lasciarglieli fare, quegli errori, perché solo vivere sulla propria pelle le conseguenze delle proprie scelte ci fa crescere, ci insegna ad assumerci le nostre responsabilità. Ci fa diventare adulti.
L’appello alla responsabilità che oggi viene rivolto alla coalizione sonoramente sconfitta nelle elezioni (PD, +Europa, ecc) è invece un richiamo alla irresponsabilità.
Per troppi anni questo Paese ha coltivato una cultura dell’antagonismo, del dare addosso al “potente”, siano questi politici antipatici, banchieri, poliziotti, sedi di partito oggetto di deturpazione o attacchi violenti, violenza fisica per impedire il normale funzionamento delle Istituzioni. Chi si è assunto la responsabilità di traghettare questo Paese nella più grave crisi dal dopoguerra si è ritrovato al centro di insulti e intimidazioni, con amici e familiari indagati e sputtanati sulle prima pagine dei giornali, con manifestazioni minacciose sotto le proprie abitazioni e quelle dei propri cari. Molti di loro vivono sotto scorta, pur essendo usciti dalla scena politica.
Quello che ha contraddistinto questi Governi è la bussola europeista.
Oggi in Italia prevale invece l’euroscetticismo, la richiesta di espellere centinaia di migliaia di migranti, l’uscita dall’Euro, l’anti-parlamentarismo da sostituirsi con forme di democrazia “diretta” (aggettivo che storicamente ha sempre significato “diretta dal capo”), il recupero di una sovranità svenduta all’Europa delle banche e del liberismo selvaggio. L’esito del voto è chiarissimo, visto che i due partiti vincenti, Lega e M5S, rappresentano in modo uniforme questo nuovo pensiero maggioritario.
Cosa si chiede quindi agli sconfitti? Di insinuarsi tra i due partiti vincenti per evitare che consumino la loro naturale affinità ed aiutare uno di loro a fare il Governo, per poi impedirgli di mandare in default il Paese e di affossare definitivamente l’Euro e quindi l’UE.
L’esito di una tale operazione sarebbe aggiungere un altro bersaglio sulla schiena dei vinti, su cui già grava l’accusa di aver distrutto il Paese, di essere corrotti, mafiosi, massoni, con le mani insanguinate. Alle elezioni successive, ogni parvenza di opposizione verrebbe spazzata via al grido di “sabotatori”.
Ma qui non interessa tanto l’esito di una tale operazione, ma appunto il concetto di responsabilità, senza cui non esiste cittadinanza, ma solo adolescenziale sudditanza. Quale messaggio manderemmo all’elettorato, già in gran parte convinto che la democrazia liberale sia una presa in giro e che il voto nulla conti?
Oggi, per sentirsi cittadini, è necessario che i nuovi Rappresentanti rispettino la volontà degli elettori. E gli elettori dovranno vivere e convivere con le conseguenze delle proprie scelte, siano queste anche un default o il crollo dell’UE.
Per trasparenza, se non si fosse capito, ho votato +Europa, e quindi consapevolmente anche il Partito Democratico. Sono oggi una piccola minoranza che rappresenta circa di 1/5 degli elettori. Se avessi voluto un’alleanza con chi la pensa in modo diametralmente opposto a me sui valori fondamentali della mia Comunità, avrei votato ad esempio LeU, che non ha mai nascosto la sua simpatia per il M5S e con cui condivide in parte la battaglia anti-Euro, oppure Forza Italia alleata della Lega.
Io credo nella democrazia liberale perché non esiste strumento migliore per proteggere i diritti individuali, a parte modelli teorici tutt'altro che sperimentati. Credo quindi nelle sue Istituzioni, nei valori costituzionali, nello Stato di diritto, in una società aperta, nelle garanzie processuali, nella cessione di sovranità contro i nazionalismi, nella libertà di ricerca scientifica. Ripeto, sono oggi minoranza. E da minoranza non voglio sabotare la maggioranza, ma fargli opposizione in modo durissimo e aperto per convincere gli elettori a cambiare opinione la prossima volta.

N.B. Le mie opinioni non rappresentano quelle dell’Associazione. L’Aduc è composta anche da elettori di estrema sinistra, estrema destra, leghisti, grillini, radicali puri e impuri, e persino chi ha perso fiducia nella democrazia e non vota più.
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