Sabato 10 ottobre 2026
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Sam Altman non è Oppenheimer. Dovremmo affidargli il futuro dell’umanità?

Articolo · Redazione ·

Il numero uno di OpenAI non è né uno studioso né uno scienziato ma un miliardario circondato da schiere di avvocati

 

  • Lo sviluppo dell'AI è gestito da privati, senza supervisione governativa, a differenza del Progetto Manhattan.
  • Il governo USA comprendeva e controllava la tecnologia nucleare; le istituzioni attuali non comprendono l'AI.
  • Critici della regolamentazione paragonano i timori sull'AI a quelli "esotici" iniziali del Progetto Manhattan.
  • Tutti i leader dell'AI ammettono il rischio di disastro fisico, senza la motivazione di un conflitto mondiale.
  • Sam Altman si paragona a Oppenheimer, ma è un uomo d'affari, non uno scienziato o docente.
  • Altman è descritto come un valutatore di talenti e conoscitore dei flussi di denaro, ma con carenze tecniche.
  • Ex collaboratori e membri del consiglio di OpenAI hanno espresso diffidenza verso Altman per presunto inganno.
  • Altman ha invocato pubblicamente la regolamentazione AI, ma ha influenzato l'amministrazione Trump in altre direzioni.
  • Il suo cambio di tono da timori sulla devastazione AI a "strumenti migliori" è stato notato.
  • Altman vede la fusione uomo-macchina come il traguardo ideale e ha rinunciato all'idea dell'unicità umana.
  • Rifiuterebbe di fermare lo sviluppo per sicurezza senza esenzioni antitrust, evidenziando la sua natura affaristica.


(Peggy Noonan  - The Wall Street Journal)

(grazie a MIlano Finanza che pubblica l'articolo integrale)
 

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