Martedì 9 giugno 2026
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Sanità Toscana, la riorganizzazione non deve calpestare i diritti degli abitanti nelle zone 'disagiate'

Articolo · Claudia Moretti ·
La difficoltà di districarsi nel coacervo di leggi, intese, patti e piani che riguardano la salute, non deve inibire chi intende rivendicare il proprio – e costituzionale – diritto alla salute. Di certo non ha impaurito né fermato il Comitato C.R.E.S.T. (Comitato Emergenza Sanitaria Toscana, d'ora in avanti il Comitato) che da anni si batte per i cittadini che vivono, e vogliono continuare a vivere, nelle zone chiamate disagiate, ossia nelle zone marginali della Toscana (rurali, periferiche, montane, insulari).

Il Comitato lamenta, in primo luogo, numerose falle nella sanità toscana, che dal 2012 subisce gli effetti di una riorganizzazione (votata prevalentemente al risparmio della spesa) che non tiene conto realmente delle situazioni concrete e dei disagi dei cittadini di alcune zone che pur fanno parte della nostra regione. Avrebbe la Regione, infatti, tolto dei presidi essenziali per i cittadini residenti nelle zone in questione, creando di fatto dei cittadini di serie B, la cui salute è messa in discussione dai nuovi assetti.

In particolare, fra le altre, si lamenta:
- l'assenza in alcune zone dell'assistenza pediatrica h.24 (Lunigiana, Appennino Pistoiese, Alta Val di Cecina);
- che non vi sia garanzia, in alcuni territori montani, rurali e all'Isola D'Elba dell'Emergenza-Urgenza;
- che il numero dei posti letto, previsto di almeno 3,15 per mille abitanti, in alcune zone è di soli 2,33 (nel Casentino, ad esempio), e come tale non è equamente distribuito sul territorio.
- la chiusura di punti nascita in alcune zone è stata sostituita con il NULLA e come tale, vi sono donne nelle aree disagiate che rischiano di partorire in assenza di personale medico specializzato.

In secondo luogo, detti nuovi assetti sono stati decisi non nelle sedi competenti (il Consiglio Regionale), ma delegati, da parte della Giunta Regionale (la Delibera n. 1235/2012), ai patti territoriali, ossia agli accordi fra Sindaci e istituzioni locali.
Tale Delibera, infatti, si inserisce in un contesto normativo regionale che attribuisce le funzioni legislative al Consiglio regionale. In base all’art. 10 della l. reg. 40 del 2005, legge di disciplina del sistema sanitario regionale, “Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approva: a) il piano sanitario e sociale integrato regionale, che ha durata corrispondente a quella del programma regionale di sviluppo; b) i piani di area vasta, entro trenta giorni dalla trasmissione da parte della Giunta regionale”. Alla Giunta Regionale sarebbero, invece, attribuite piuttosto funzioni “amministrative”, di controllo ed indirizzo sulle Aziende Sanitarie Locali come si evince dai commi successivi dello stesso articolo.

Ricordiamo in sintesi i principi indicati nelle norme nazionali e regionali, e ribaditi nei vari livelli stratificati di attuazione (quale ad esempio il Piano Sanitario e Sociale Integrato per gli anni 2012-2015):
- l’equità di accesso al sistema da parte dei cittadini toscani, garantendo uguaglianza ed uniformità del trattamento senza alcuna discriminazione fra le diverse aree geografiche e fra le diverse categorie di utenti;
- l’uniforme risposta su tutto il territorio regionale;
- l’integrazione fra la parte territoriale e la parte ospedaliera.

Infine, ricordiamo che dall'attuazione in concreto dei L.E.A. (i Livelli Essenziali di Assistenza), ed in particolare dalla permanenza in certi luoghi del Pronto Soccorso, e dalla organizzazione della catena dell'emergenza urgenza, dipendono le vite e la salute dei cittadini. Non è sufficiente pianificare in via statistica o fare la media regionale dei livelli essenziali perché questi livelli siano davvero di portata universale e al servizio di tutti. Occorre dare risposte puntuali per le criticità delle singole zone. Molto si è fatto e molto, pare, è ancora da fare per creare un sistema sostenibile, equo ed universale.

Di certo, ragioni di spesa o razionalizzazioni sulla carta, non possono esser fatti sulla pelle di chi ancora abita, anima, vive e promuove le zone periferiche che fanno della Toscana.

Per questi motivi abbiamo deciso di divulgare il messaggio di aiuto del Comitato C.R.E.S.T.

Questi i recapiti del Comitato:
C.R.E.S.T.
www.facebook.com/groups/crest.toscana/
[email protected]
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