Spagna. Bernat Soria: "Non vogliamo fare cose proibite, oscure e segrete"
Intervista a Bernat Soria di Susana Basterrechea sul quotidiano spagnolo "La Voz de Galicia", pubblicata il 7 maggio 2003."IO DIFENDO LA STESSA COSA DEL VESCOVO DI OXFORD"
Da perfetto sconosciuto e' passato a essere un "assassino di embrioni" perche' ha curato topi diabetici, e ora chiede di poter liberare la sua specie (quella umana) dalla tirannia dell'insulina via endovenosa.
Qua non lo lasciano lavorare e questo valenciano di 51 anni, professore di Fisiologia, prosegue a Singapore con la sua ricerca con le cellule staminali embrionali umane. Di questo ha parlato alla Domus, A Coruña: "Stanno crescendo e iniziando a differenziarsi, ma il processo e' molto diverso rispetto ai topi", assicura.
- La legalita' segue sempre la realta'
Non puo' essere in altro modo. La legge non puo' anticipare le scoperte, in questo caso smetterebbero di essere tali. La ricerca si realizza al limite della conoscenza e la legge deve segnare il quadro circostante, ma non cio' che si puo' fare e cio' che non si puo' fare.
- La cosa ragionevole, secondo Lei e altri, e' che questo sia un lavoro per i comitati etici
Si', ma devono essere indipendenti dai Governi, dagli esecutivi, rispettati dalle forze politiche e composti da scienziati, giuristi e laici, gente della strada.
- Perche' i politici si comportano come ciechi davanti a progressi come il suo?
Il Governo e' molto liberale solo in campo economico. In quello sociale e' conservatore. Ma il suo rifiuto ad utilizzare gli embrioni e la clonazione terapeutica ha piu' a che vedere con le posizioni ideologiche cristiane di potere e che ritardano il progresso, poi minacciano.
- Come quando hanno cercato di cacciarla dalla sua cattedra.
Quella e' stata una cosa piu' divertente che altro. Anche se non bisogna sottovalutarli. Hanno molto potere e, nonostante l'Opus Dei e i Legionari di Cristo siano cattolici, nei loro attacchi manca la carita'.
- Si possono aprire completamente le porte all'uso di cellule staminali embrionali con assoluta garanzia?
Qualsiasi ricerca deve essere fatta all'interno di un quadro etico e legale. Bisogna porre dei limiti e definire un sistema con delle regole, anche se fastidioso, e' sempre meglio avere regole. Non vogliamo fare cose proibite, oscure e segrete.
- I suoi detrattori le hanno fatto venire dei dubbi qualche volta?
Quelli che rifiutano la mia linea di ricerca non hanno portato argomenti e senza argomenti e' difficile seminare dubbi. Magari lo facessero, perche' e' cosi' che va avanti la conoscenza. I miei detrattori personali hanno invece scelto la pessima tecnica di uccidere il messaggero, ma con lui anche il 90% dei cittadini.
- Crede che la societa' sia preparata per la clonazione terapeutica?
Senza dubbio. Ricevo continuamente messaggi, esiste una base di sostegno, un milione e mezzo di firme raccolte. E il sostegno non arriva solo dai diabetici. Arriva dagli scienziati, dalle istituzioni e dai premi Nobel. Io difendo la stessa cosa difesa dal vescovo di Oxford (il reverendo Richard Harries che si e' battuto e ha sostenuto la legislazione britannica favorevole alla ricerca con gli embrioni e alla clonazione terapeutica, ndr).
- Cosa crede che fara' il Governo?
Navighera' a vista fino alle elezioni. La fine del Governo portera' un cambiamento, e lo dico senza acredine.
- Il suo lavoro ha aperto la speranza a milioni di malati. Quando ci saranno i risultati?
Ci sono ragioni obbiettive per la speranza, ma i risultati sono ancora modesti e passeranno anni prima di ottenere qualcosa. Cio' di cui c'e' bisogno e' di investimenti economici. E' surrealista volere essere una nazione leader e non investire in innovazione e sviluppo. La scienza dovrebbe essere una questione di cui si preoccupa lo Stato.
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