Stablecoin. Allerta di Bankitalia
La 'fotografia' del mercato delle stablecoin scattata da Chiara Scotti indica anche il sottostante che dovrebbe garantire la stabilita' al valore di queste 'valute' virtuali. La prima, quella di Tether, e' garantita (istantanea a fine giugno scorso) per circa l'80% in contanti, asset equivalenti di liquidita' e altri depositi a breve termine, inclusi titoli del Tesoro statunitensi e accordi di riacquisto, per il 5,4% in metalli preziosi, per un altro 5,5% in Bitcoin, per un 6,2% in prestiti garantiti e poco meno del 3% in altri investimenti.I bond societari, invece, rappresentano meno dello 0,01% delle riserve totali. Per quanto riguarda la stablecoin di Circle, (dati al 31 luglio scorso), il token e' garantito principalmente da Tresury Usa e accordi di riacquisto, che rappresentavano circa l'86% delle riserve. Il restante 14% e' detenuto in contanti presso istituti finanziari regolamentati.
Scotti fa riferimento anche al mercato, ancora embrionale, delle stablecoin denominate in euro: valgono 620 milioni di dollari di capitalizzazione (0,2% del totale).
La domanda di stablecoin e' stimolata da quattro fattori principali. In primo luogo, "le stablecoin fungono principalmente da ponte transazionale per l'ingresso e l'uscita dall'ecosistema delle criptovalute". Il loro ruolo e' strettamente legato alla creazione di flussi di liquidita' tra piattaforme di trading e protocolli di finanza decentralizzata (DeFi), dove funzionano come token digitali facilmente trasferibili.
In secondo luogo, "nei mercati emergenti afflitti da inflazione, volatilita' valutaria ed elevati costi di rimessa, le stablecoin possono offrire un'alternativa alle soluzioni piu' tradizionali per conservare valore e trasferire fondi, come quelle gestite da banche e operatori di trasferimento di denaro".
Il terzo fattore nota ancora Scotti e' il pagamento al dettaglio: "sebbene l'adozione al dettaglio sia ancora limitata, molte aziende stanno testando "l'integrazione di stablecoin per pagamenti B2B programmabili".
Il quarto fattore e' il potenziale rischio di attivita' illecite, "come frode, riciclaggio di denaro ed evasione delle sanzioni, che puo' sovrapporsi ad altri casi d'uso e rimane una preoccupazione significativa. La facilita' d'uso delle stablecoin, l'accessibilita' globale e la limitata tracciabilita' di alcuni protocolli le rendono particolarmente suscettibili ad abusi. Sebbene quantificare accuratamente tali attivita' rimanga difficile, queste caratteristiche sottolineano la necessita' di una forte supervisione normativa e di meccanismi di monitoraggio efficaci man mano che la loro adozione aumenta".
(Radiocor del 18/09/2025)
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