testata ADUC
I succhi di frutta possono aumentare il rischio di morte prematura. Studio
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Redazione
22 maggio 2019 13:59
 
In Usa, la metà della popolazione dice di consumare almeno una bevanda zuccherata al giorno. E gli sforzi per cercare di modificare le abitudini di consumo vertono essenzialmente sui bambini e sulle bibite. Ma uno studio realizzato da alcuni ricercatori dell’Università di Harvard suggerisce oggi che gli adulti dovrebbero ugualmente essere allertati. Anche per i succhi di frutta.
Gli zuccheri presenti nei succhi – anche se sono al 100% naturali – assomigliano molto a quelli che l’industria aggiunge alle bibite. E le analisi dei dati sanitari di più di 13.000 americani sembrano mostrare che un sovraconsumo di succo di frutta può portare ad un aumento del rischio di morte prematura tra il 9 e il 42%.
Niente di meglio dell’acqua
I ricercatori associano i succhi di frutta – anche se restano meno deleteri, grazie al nutrimento che contengono – alla crescita del rischio di diabete o di una malattia cardiaca. “I succhi di frutta, ma non la frutta intera”, precisa Marte Guasch-Ferré, ricercatrice all’Università di Harvard. I nutrizionisti raccomandano di non consumare più di 20 centilitri di succo di frutta al giorno.
I frullati a base di frutta sono generalmente molto calorici, I succhi di verdure sono più interessanti da questo punto di vista, ma spesso sono ricchi di sale. “Per ciò che ne sappiamo al giorno d’oggi, l’acqua resta la bevanda ideale. E per rimpiazzare le bevande zuccherate meglio scegliere un the o un caffè… senza zucchero o latte”, conclude marte Guasch-Ferré.

(articolo di Nathalie Mayer, pubblicato su Futura Planète del 21/05/2019)
Pubblicato in:
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori