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Test sugli animali: proibito torturare!
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Articolo di Redazione
15 settembre 2010 7:45
 
La direttiva varata l'8 settembre dall'Europarlamento vieta le sperimentazioni particolarmente dolorose sugli animali, ma per molti animalisti è una normativa blanda che lascia aperte troppe possibilità.
Essa prevede una limitazione degli esperimenti animali e li sottopone a regole più rigide di quelle stabilite nel 1986. Eppure la società tedesca di Protezione degli animali la giudica un'iniziativa insufficiente. "Ci auguravamo una direttiva più severa", commenta Irmela Ruhdel della Lega per la tutela degli animali.
In base alle nuove disposizioni, i test sugli animali sono possibili solo in assenza di metodi alternativi ammessi dall'Ue, e quelli che sfociano nella morte sono autorizzati solo se gli animali sono uccisi con "il minimo di sofferenza, dolore e paura", e se portano a risultati valorizzabili.
Nell'Ue gli animali usati per esperimenti sono 12 milioni l'anno.
I Verdi hanno votato contro il compromesso raggiunto, normativa che gli Stati sono tenuti a recepire entro due anni. I rappresentanti di quel partito giudicano inadeguata la clausola di salvaguardia che consente tuttora di condurre esperimenti dolorosi sulle cavie e chiedono che sia vietato del tutto l'impiego dei primati. Invece la nuova direttiva risparmia scimpanzé, gorilla e orangutanghi, ma non macachi e saimiri, impiegati ad esempio in ricerche sull'Alzheimer.
Irmela Rudhel, referente per i test animali del Deutscher Tierschutzbund, apprezza che la nuova direttiva migliori gli standard oggi vigenti nell'Europa meridionale e orientale, ma non nasconde le molte riserve che condivide con i Verdi. "Ci saremmo attesi uno sbarramento più incisivo, come il divieto di prolungare per anni quegli orrendi esperimenti sul cervello dei primati". A suo parere, la stessa ricerca di base sarebbe dovuta essere meglio delimitata. Pensa che anche con la nuova direttiva si continueranno a usare animali in esperimenti che non portano benefici tangibili agli uomini, né agli animali o all'ambiente.
Elisabeth Jeggle, eurodeputata della CDU respinge le critiche degli animalisti: Le nuove regole sono un grosso passo avanti nella tutela degli animali e nel contempo assicurano la prosecuzione di test animali a scopi medici. Inoltre, plaude a "un sistema di controllo davvero rigido", con ispezioni a sorpresa.
In futuro ogni Stato dovrà garantire che almeno un terzo dei laboratori dediti a test con gli animali siano ispezionati annualmente; i 27 dovranno provvedere con propri organismi di controllo. E così l'Ue diventa il numero uno mondiale della tutela animale, ha commentato il Commissario alla Sanità, John Dalli.

(traduzione dal tedesco di un articolo di Florian Fuchs pubblicato sul quotidiano Suddeutsche Zeitung del 8 settembre 2010)
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