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Un tram chiamato desiderio. L’irriverente “su di giri” viaggia a Firenze
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Articolo di Vincenzo Donvito
6 dicembre 2018 14:42
 
  Questo Natale dovrò continuare ad andare a casa della mamma, a Novoli, col solito 22, o il 23 fino ad un certo punto, oppure potrei prendere una bici cinese, anche se mi sfianca pedalare come un dannato con quelle “rotine” dure che ti viene il dubbio che forse andresti meglio a piedi. Beh, volendo ci sono le macchinine elettriche e no, ma a trovarle…. che già sei arrivato con un altro mezzo. Ed io che mi ero fatto la bocca…. Oh, proprio vigilia e Natale col tram che, per curiosità, comunque sarei andato fino in aeroporto, tanto il biglietto costa uguale anche per tornare indietro. E invece? Nisba. Maledetti! Come da mesi e anni. Maledetti! La novella degli stenti. E pensare che a scuola la figliola, per il compito di arte, ha scelto di fare un modellino del tram: non so quante volte è andata a vedere e toccare la stazione Statuto per farla più realista, e poi ha preso anche il massimo dei voti. E quando le dicevo: hai scritto male, non abbiamo penato 4 anni per averla ma molti di più… e lei: “oh babbo, sempre polemico, ora a Natale si va col tram anche dalla nonna”. Povera figliola, avrei voluto faticare per spiegarle la politica, i pali a selva in piazza Stazione, ma non gliene fregava nulla, il tram intanto c’era. E certo, cosa vuoi che le cambia, a lei, ne ha tanti di anni davanti a sé… ma vaglielo a dire a quelli in là con gli anni come me, e vaglielo a dire ai residenti e commercianti condannati, tra transenne e buche, ai lavori forzati di questi anni. Sarà, la figliola, amica del Nardella? Bah, forse delle figliole.
Va beh, speriamo per la Befana. E dopo, mica finisce qui. C’é quella linea e quell’altra. Madonna che casino (1). E poi ci sarà il botto prima delle elezioni. Vuoi che il Nardella per tornare a Palazzo Vecchio non si inventerà qualche botto per tirare su un po’ di consensi quando a primavera ci saranno le elezioni? Non sarebbe la prima volta, e fan tutti così, sinistri o destri o circolari. E intanto noi a guardarli, e ad ascoltarli. Ma ‘i che di’ono? Una cosa l’ho capita, però: a Firenze la tramvia è di sinistra, le auto (anche quelle a nolo breve) sono di destra, le bici sono dei disgraziati (che a trovare una pista ciclabile degna, si fa fatica), se sei pedone t’attacchi, e i bus sono un po’ di destra e un po’ di sinistra. E quelli che rimangono a casa? Sono sfigati, meno male possono navigare su Internet. E poi, ho capito anche un’altra cosa: è sulla mobilità che si gioca il futuro. L’uomo è mobile “qual piuma al vento” (sì, lo so, era la donna, ma qui siamo abbastanza #metoo e ci sta bene per tutti), ce l’ha nel DNA, anche se sta in città. Alla faccia di quelli che vogliono lasciare i migranti a casa loro. Vaglielo a dire: io vengo a casa tua a fare il turista sul Nilo o a Marrakesch, tu non t’azzardare a farti vedere. Va beh, questo c’entra poco.

1 - http://mobilita.comune.fi.it/tramvia/sistema_tramviario/sistema.html
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