Domenica 7 giugno 2026
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Il tuo cane o gatto invecchia? Gesti semplici per migliorare la qualità della vita

Articolo · Redazione ·
Già, quei primi peli grigi. Il tuo cane o gatto sta mostrando la sua età. Come prendertene cura ora? I ricercatori hanno approfondito la questione e offrono alcuni consigli facili da mettere in pratica.

In Francia, con un'aspettativa di vita media di 11,3 anni sia per i cani che per i gatti, la geriatria veterinaria è diventata essenziale. Le conoscenze stanno rapidamente progredendo per supportare al meglio questi animali. Ora sappiamo che pochi semplici accorgimenti migliorano significativamente il comfort e la qualità della vita di un cane o un gatto anziano. La chiave per i proprietari è non rimanere osservatori passivi dell'invecchiamento del loro compagno a quattro zampe.

A che età il mio cane o gatto può essere considerato anziano?
Ricerche che hanno coinvolto oltre due milioni di gatti e più di quattro milioni di cani hanno contribuito a definire meglio le loro diverse fasi della vita.

Nei gatti, l'ingresso nella "vecchiaia" avviene intorno ai 10 anni. La "vecchiaia" include le fasi di maturità, anzianità e super-anzianità.

Secondo lo stesso studio, la situazione è meno uniforme per i cani: il tasso di invecchiamento dipende fortemente dalla taglia.

I cani di piccola taglia (nani e di piccola taglia, razze di peso inferiore a 9 kg, come Chihuahua o Cavalier King Charles Spaniel) entrano nella terza età intorno ai 7 anni, per poi diventare anziani intorno ai 12 anni.

I cani di taglia media e grande, di peso superiore a 9 kg, come Welsh Corgi, Golden Retriever o Australian Shepherd, raggiungono questa fase prima: intorno ai 6 anni per l'inizio della terza età, poi a 10 anni per la fase anziana.

È importante essere rassicurati: entrare in questa nuova fase non significa assolutamente che "la fine" sia vicina. Ciò indica, soprattutto, che è giunto il momento di prestare maggiore attenzione al vostro compagno e di adattare gradualmente il monitoraggio, l'ambiente e le cure per aiutarlo a invecchiare nelle migliori condizioni possibili.

Cos'è l'invecchiamento sano? Come lo si valuta nel vostro animale domestico?
Prima di parlare di "invecchiamento sano", è utile ricordare cos'è l'invecchiamento: un processo naturale, graduale e inevitabile. Col tempo, gli animali diventano meno tolleranti agli stress ambientali e le loro cellule accumulano danni, portando a vari cambiamenti fisiologici.

Quindi, cosa intendiamo per cane o gatto che invecchia "sano"? Un recente articolo a cui ho contribuito offre una definizione adattata ai nostri animali domestici: un animale anziano sano è un animale che conserva capacità e resilienza sufficienti a soddisfare i propri bisogni fisici, comportamentali, sociali ed emotivi, mantenendo al contempo una relazione stabile e positiva con il suo umano.

Alcuni segni sono perfettamente normali: pelo ingrigito, lieve accumulo di tartaro, pelle più sottile e una lieve diminuzione della percezione sensoriale, ma senza alcun impatto evidente sulla qualità della vita.

Tuttavia, le difficoltà di mobilità che ostacolano l'accesso alle risorse (difficoltà ad alzarsi, salire le scale o interagire facilmente con il proprietario) non devono essere considerate semplici segni di invecchiamento. Lo stesso vale per i primi segnali di disfunzione cognitiva (una sindrome che condivide alcune somiglianze con l'Alzheimer), come quando un cane o un gatto ha difficoltà a trovare la ciotola del cibo o sembra perso in casa. Questi casi richiedono l'attenzione del veterinario.

La qualità della vita diventa quindi il criterio centrale per valutare se un animale sta seguendo un percorso di invecchiamento armonioso. Nei cani e nei gatti, viene ora utilizzato il concetto di fragilità, mutuato dalla geriatria umana (vedi tabella sotto).

Come valutare la fragilità del tuo animale domestico?



Gli animali classificati come fragili sono più suscettibili allo sviluppo di malattie e richiedono un monitoraggio più attento.

Il principale vantaggio di questo approccio è che, come per gli esseri umani, la fragilità rilevata precocemente può talvolta essere mitigata. Da qui l'importanza di screening regolari e di interventi tempestivi per supportare al meglio i nostri amici anziani.

Alcuni accorgimenti da utilizzare
Il primo passo è rendere l'ambiente dell'animale più accessibile in modo che possa raggiungere facilmente tutte le sue risorse: cibo, acqua, luoghi di riposo, nascondigli, aree di interazione, ecc. Semplici accorgimenti possono già fare la differenza: piccoli gradini per salire sul divano, cuscini o poltrone bassi e rigidi, ciotole per il cibo rialzate per cani e gatti con problemi respiratori.

Anche moltiplicare i punti di accesso è utile: due o tre aree per mangiare, diverse zone per dormire e più lettiere facili da scavalcare. Alcune lettiere disponibili in commercio sono troppo alte per i gatti con artrite; una lettiera ampia con un bordo basso può essere molto più comoda.

Mantenere una relazione calma e positiva è essenziale. Qualsiasi comportamento ritenuto "indesiderato" dovrebbe sempre essere valutato con un veterinario e un comportamentalista animale (o con un veterinario comportamentalista): potrebbe, infatti, riflettere un bisogno, un disagio o una difficoltà. Un gatto che graffia il tappeto anziché il suo tiragraffi, ad esempio, potrebbe semplicemente cercare una posizione meno dolorosa. Alcuni animali diventano anche più ansiosi o reattivi con l'età o con determinate condizioni mediche; è quindi importante comprenderne la causa piuttosto che ricorrere a punizioni, che rischiano di danneggiare la relazione e di non risolvere il problema.

La stimolazione cognitiva e fisica dovrebbe continuare, ma adattata alle capacità dell'animale. Le mangiatoie a puzzle (o ciotole interattive, in cui gli animali devono risolvere enigmi per ottenere il cibo) rimangono una buona opzione, a condizione che vengano scelte in base alle condizioni dell'animale: un tappetino da fiuto o una ciotola interattiva che può essere spinta con il naso sono preferibili a un sistema che richiede movimenti complessi delle zampe. Giochi, attività di apprendimento e brevi sessioni di addestramento rimangono utili; a volte è sufficiente accorciare le sessioni e utilizzare ricompense altamente appetibili (piccoli pezzi di petto di pollo o salsiccia, ad esempio).

Le passeggiate possono essere adattate, in particolare utilizzando trasportini comodi e sicuri per trasportare il cane quando è troppo stanco, sia per una parte che per tutta la passeggiata. L'importante è garantire all'animale la possibilità di continuare a stare all'aria aperta.

L'alimentazione gioca un ruolo cruciale nel sostenere gli animali anziani. L'invecchiamento porta a cambiamenti nella digestione e a una graduale perdita di massa muscolare. Si raccomanda pertanto di dare priorità ad alimenti facilmente digeribili, con un odore e un sapore gradevoli, specificamente formulati per le esigenze degli animali più anziani. Le razioni di carne cruda dovrebbero essere evitate: spesso presentano uno squilibrio di minerali, il che può essere dannoso per gli animali più anziani, particolarmente sensibili all'eccesso di fosforo o a rapporti calcio/fosforo inadeguati. Rappresentano inoltre un rischio maggiore per la salute in un momento in cui il loro sistema immunitario è meno robusto.

D'altra parte, combinare cibo secco (crocchette) e cibo umido (paté, mousse, ecc.) è spesso benefico. Una razione cotta e fatta in casa (seguendo i consigli del veterinario) può anche aiutare l'animale a ritrovare l'appetito. E per i palati più schizzinosi, può bastare un semplice trucco: riscaldare leggermente il cibo umido per esaltarne l'aroma e renderlo più appetibile.

Quando chiamare il veterinario?
I controlli veterinari regolari rimangono essenziali, in particolare per il mantenimento delle vaccinazioni e delle sverminazioni. Con l'età, il sistema immunitario diventa meno efficace: un animale anziano è quindi più vulnerabile e richiede una protezione regolare contro malattie infettive e parassiti.

Le visite geriatriche mirano a monitorare il processo di invecchiamento, che è unico per ogni individuo. La prima visita è spesso la più lunga: consente una analisi approfondita e include, se necessario, ulteriori esami. Questi risultati iniziali serviranno da base per le visite successive. Idealmente, questo monitoraggio dovrebbe iniziare all'inizio degli anni della vecchiaia. La frequenza delle visite dipende quindi dall'andamentoo dell'animale: ogni sei mesi se compaiono segni di fragilità, o una volta all'anno se le sue condizioni rimangono stabili.

L'obiettivo non è più semplicemente prolungare la durata della vita dei nostri compagni, ma soprattutto prolungare la loro vita sana, preservandone la qualità di vita il più a lungo possibile – un approccio simile a quello adottato per gli esseri umani.

(Sara Hoummady - DMV, PhD, Associate professor in ethology and animal nutrition, UniLaSalle - su The Conversation del 26/11/2025)


 
 
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