Domenica 7 giugno 2026
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Turismo e illegalità. La punta di un iceberg

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

A Gallipoli la Finanza ha trovato diversi appartamenti locati per turismo che erano dei cosiddetti pollai, con sovraffollamenti del tipo 9 persone in 50 mq, con affitti di 1500/3000 euro a settimana.

Disperati i turisti, ma la responsabilità nasce tutta dall’offerta. Improvvisati imprenditori intenti solo ad approfittare di un’alta domanda a spese contenute. Gli stessi turisti che, probabilmente, contribuiscono ad un calo dei lidi balneari, quelli che mediamente, a fronte di un’inflazione che naviga sul 2% offrono prezzi aumentati del 20%, su una base già di per sé alta… situazione che fa tanto giocare i politici, anche loro a “beccarsi come polli in un angusto pollaio”.

Quanto rilevato dalla Finanza a Gallipoli crediamo sia la punta di un iceberg, con una base larga e massiccia che coinvolge non solo le località balneari, ma tutti i cosiddetti “nuovi imprenditori” che hanno desertificato di residenti i centri urbani e le località turistiche a favore degli affitti brevi, alimentando spesso l’overtourism.

Complici leggi  nazionali praticamente  assenti (oggi c’è solo il Cin, codice identificativo nazionale) e il rispetto di norme igieniche e strutturali di base che ogni Comune (quando lo fa) dovrebbe controllare. Situazione che, tra l’altro, andrebbe presa in considerazione da Antitrust per concorrenza sleale nei confronti di albergatori che, a differenza di questi nuovi imprenditori, sono controllati normativamente e fiscalmente.

Il legislatore, con la complicità del ministero del Turismo, sembra che non abbia intenzione  di provvedere in merito. Negando l’overtourism, si arrocca nella difesa di un proprio presunto elettorato. Col risultato di: overtourism, insicurezza, evasione fiscale… con il consumatore vittima principale.


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