Ucraina e Gaza: due tragedie? No, tentativi di sterminio di due popoli
Ucraina - Ai miei occhi di persona che assiste, soprattutto attraverso la lettura e le fotografie, alla guerra scatenata da Putin contro l’Ucraina, il 24 febbraio 2022, essa, ormai da tempo, sta diventando sempre più una vera e propria carneficina di civili e soldati ucraini, da un lato, e di soldati russi, nord coreani, forse cinesi, dall’altra. Da parte ucraina, oltre ai morti, ai feriti, a coloro che resteranno invalidi nel corpo e anche nell’animo, si aggiunge la deportazione di bambini ucraini, gli stupri, l’occupazione sovietica (pardon, putiniana) di intere regioni, la distruzione di città e villaggi ucraini diventati praticamente dei cimiteri. E chiedo scusa se mi sto dimenticando altre sordide azioni …Qui dopo 3 anni, 2 mesi e 12 giorni (oggi, 7 maggio 2025), sembra non esserci speranza di una pace giusta. Il tronfio, inattendibile presidente USA, Donald Trump, che voleva risolvere tutto in 24 ore, sembra essersi arreso alla realtà, diviso fra la trattativa con Putin, fregando l’Ucraina, e la considerazione che forse, in questo modo, non fa esattamente gli interessi dell’America first, tanto che, pochi giorni fa, si è avuta la notizia dello sblocco di almeno cinquanta milioni di dollari di hardware e servizi per la difesa in Ucraina. Che spinge la sua difesa in Russia, come può, con droni su depositi di carburante o su aeroporti.
Accanto all’Ucraina martoriata è rimasta sempre l’Unione Europea e anche, per ora, il governo italiano, tenuto insieme con lo sputo, visti i conflitti quotidiani sull’argomento, soprattutto fra Meloni e Salvini.
E intanto, come osserva anche oggi Ursula von der Leyen, la Russia Bombarda. Intimidisce. Seppellisce le promesse sotto le macerie. Putin vuole costringere l'Ucraina ad accettare l'inaccettabile.
Gaza. Un panorama cimiteriale ci accompagna, ancor più che in Ucraina, nella striscia di Gaza, che ora il governo di Netanyahu, in cui prevalgono gli ebrei ultra ortodossi convinti di fare la volontà del loro dio, vuole “liberare” da tutti i Palestinesi, deportandoli “in paesi terzi”. Parole non tanto avventate, vista l’aria che tira ovunque verso i migranti e i profughi, ma piuttosto veramente assatanate.
Di fronte a queste farneticazioni, che si accompagnano a quelle di Trump, di fare di Gaza un resort dominato dalla sua statua in oro massiccio, il governo italiano si spacca in due – Meloni mantiene un silenzio ignominioso (ma dice che farà la sua dichiarazione in aula oggi pomeriggio poco prima dell’inizio del Conclave), mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce che il governo sostiene il progetto egiziano che prevede la ricostruzione della striscia ed esclude l’allontanamento della popolazione palestinese. Aggiunge anche che"Stiamo lavorando con Israele, con l'Autorità nazionale palestinese, con il Programma alimentare mondiale dell'Onu per cercare di aprire un varco per far passare gli aiuti alimentari italiani e far entrare il progetto Food for Gaza di nuovo in quel territorio consegnando direttamente alla popolazione palestinese, senza passare attraverso Hamas". Dunque non resta che continuare a guardare il continuo martirio di così tante vittime innocenti da parte delle continue incursioni israeliane , un numero a usura più alto delle vittime provocate da Hamas nei villaggi israeliani al confine con Gaza, il tragico 7 ottobre 2023.
Eppure, in Israele ci sono tanti cittadini contrari a questa guerra atroce, in cui cadono anche soldati israeliani, ci sono tante associazioni di dialogo tra Ebrei e Palestinesi, come Parents Circle Forum, una delle associazioni di genitori che hanno perduto figli e figlie a causa della violenza dell’esercito israeliano o di attentatori palestinesi … e uno si chiede: ma perché questi movimenti non riescono a prevalere nell’opinione pubblica, perché chi vuole la pace non ce la fa a togliere il potere al corrotto Netanyahu e soci?
A questo punto, per me personalmente, il discorso è questo: non vogliamo/ possiamo parlare di genocidi? Neppure di tentativi di genocidio? E allora parliamo di sterminio di massa – inconfutabile a Gaza, ma in via di affermazione anche in Ucraina.
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