Giovedì 13 agosto 2026
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UE contro Trump: come difendere la sovranità digitale europea

Articolo · Redazione ·

L'Unione Europea si trova a fronteggiare una pressione crescente e sempre più aggressiva da parte dell'amministrazione Trump sul fronte tecnologico. Come analizza Euractiv, Washington ha alzato il tiro minacciando dazi e misure ritorsive contro i paesi che applicano normative digitali ritenute discriminatorie verso le grandi aziende tecnologiche americane.

 

Il bersaglio principale è la legislazione europea che regola il mercato digitale: il Digital Markets Act (DMA) e il Digital Services Act (DSA), entrambi entrati in vigore nel 2024. Agli occhi dell'amministrazione Trump, queste norme — che puntano a limitare il potere dei grandi "gatekeeper" digitali e a garantire maggiore sicurezza online — non sono altro che strumenti di protezionismo economico rivolti contro le aziende di Silicon Valley.

 

Trump ha già minacciato l'imposizione di tariffe aggiuntive su tutti i paesi con tasse digitali o regolamentazioni che, a suo giudizio, penalizzano le imprese tecnologiche americane. Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha lasciato intendere che la riduzione dei dazi su acciaio e alluminio potrebbe essere condizionata a un allentamento delle regole digitali europee — una posizione che Bruxelles considera una violazione dell'accordo commerciale raggiunto nel luglio 2025.

 

La risposta europea è stata ferma. La Commissione europea ha ribadito che il DMA e il DSA non sono oggetto di negoziato commerciale con gli Stati Uniti e che le normative digitali non verranno modificate sotto pressione esterna. Il portavoce della Commissione Thomas Regnier ha dichiarato che le leggi europee "non sono sul tavolo dei negoziati commerciali con gli USA". Francia e Germania hanno sostenuto pubblicamente il diritto dell'Unione di legiferare in modo autonomo, avvertendo che qualsiasi tentativo americano di imporre cambiamenti sarebbe trattato come coercizione e avrebbe conseguenze.

 

Secondo l'analisi di Euractiv, le strategie a disposizione dell'UE per reggere il confronto con l'aggressività tecnologica americana sono molteplici: rafforzare il mercato unico digitale, sostenere lo sviluppo di campioni tecnologici europei, usare il proprio potere normativo come leva negoziale e puntare su una più ampia autonomia strategica nel settore digitale, riducendo la dipendenza dalle piattaforme statunitensi. Il nodo centrale resta come difendere le proprie regole mantenendo relazioni commerciali funzionanti con Washington.

 

Non va dimenticato che l'applicazione del DMA ha già prodotto risultati concreti: nel 2025 sono stati irrogati oltre 3,6 miliardi di euro di multe a grandi piattaforme per pratiche anticoncorrenziali. Apple e Meta sono stati tra i destinatari delle sanzioni più rilevanti. Per Washington, si tratta di "estorsione"; per Bruxelles, di normale esercizio della sovranità regolatoria su un mercato di 450 milioni di consumatori.

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