Ue. Intervista al direttore dell'Osservatorio europeo sulle droghe, Georges Estievenart
Il quotidiano spagnolo El Pais pubblica oggi un'intervista di Gabriela Cañas con Georges Estievenart, direttore dell'Osservatorio Europeo sulle droghe da nove anni. Estievenart, che ha iniziato una campana per introdurre la lotta alla droga nella nuova Costituzione europea, accusa i Paesi dell'Unione di non coordinarsi tra loro su questo tema, e dice che se in Europa il consumo di eroina si e' stabilizzato negli ultimi anni, in Afghanistan la produzione di oppio e' di nuovo ad alti livelli.
"L'evoluzione del consumo di eroina si e' stabilizzato in tutti i Paesi dell'Ue, il che a sua volta ha portato ad una certa stabilizzazione dell'Aids nel sud Europa. Questo non significa che si debba abbassare la guardia. La cosa piu' preoccupante durante questi anni e' stata un particolare rinnovo della cultura della droga tra i giovani nel fine settimana. Sono giovani con una educazione e un lavoro, che tuttavia, provano regolarmente nuove sostanze senza conoscere quali sono le conseguenze a lungo termine", dice Estievenart che spiega come il Ghb e la ketamina sono sostanze che si trovano facilmente sul mercato a prezzi a bassi e di facile fabbricazione.
"E' evidente che esiste una connessione (tra disoccupazione e consumo di droghe), per quanto ancora non disponiamo di molti studi pertinenti. Dietro all'aumento del consumo di eroina negli anni Ottanta c'era la disoccupazione. Mentre, non credo che ci sia una relazione con le nuove modalita' di consumo. La cosa preoccupante e' che i Paesi che entreranno nell'Ue l'anno prossimo soffrono di entrambi i fenomeni. La' non c'e' stata una stabilizzazione dell'eroina e ci sono le nuove sostanze e le nuove modalita' di consumo, il che si somma alla carenza delle misure di trattamento e di prevenzione. Il punto di partenza e' peggiore di quello che abbiamo nell'attuale Ue. Questo anno abbiamo gia' visto che il livello di produzione di oppio in Afghanistan e' nuovamente agli alti livelli di prima. Siamo alle 3.400 tonnellate annuali destinate fondamentalmente all'Europa orientale, e che potrebbe toccare anche ai nostri Paesi".
Questo porta al vecchio dibattito di come sostituire le coltivazioni che portano ricchezza ad uno dei Paesi piu' poveri del mondo, chiede la giornalista. "In effetti. Mi chiedo se e' un progresso reale per l'umanita' -spiega Estievenart- il fatto che la democratizzazione afgana abbia restaurato il livello precedente di produzione di oppio. L'Europa deve avere coscienza di questa realta', ma il nostro problema e' che abbiamo 15 politiche differenti; poi ne avremo 25 o 30 politiche diverse. Non concentriamo gli sforzi. Per questo ci siamo impegnati per introdurre un articolo sulle droghe nella nuova Costituzione Europea per promuovere il coordinamento, l'informazione e la valutazione del problema delle droghe. (.) Ci manca il coordinamento reale, e la Commissione Europea dovra' organizzarsi in altra maniera perche' le droghe diventino una priorita', cosa che non avviene ora, nonostante lo sia per l'opinione pubblica".
Non crede che abbiamo anche un problema di confusione di idee? In Francia, l'85% degli arresti per droghe e' collegato alla cannabis, mentre voi non lo considerate un fenomeno che rientri nel consumo problematico delle droghe?, viene chiesto ad Estievenart. "Dobbiamo essere prudenti in merito al consumo problematico, che significa un consumo importante e regolare di droghe pesanti con effetti rilevanti sull'individuo e la societa'. E' sempre difficile spiegare che una droga presa una volta nella vita non e' un consumo problematico. Non ci sono confini chiari tra consumi problematici e non".
Sul perche' Spagna e Olanda siano i due Paesi con maggiori trattamenti per cocaina, Estievenart spiega: "il consumo di cocaina e' in crescita per la cultura musicale, dove questa droga e' piu' diffusa. In Olanda e in Spagna, si deve, in parte, al fatto che sono due Paesi di entrata della cocaina, e molta si ferma".
L'ultima domanda della giornalista: i radicali italiani hanno iniziato una campagna contro la proibizione delle droghe leggere. Cosa ne pensa?. Estievenart "risponde" cosi': "Non c'e' un'opinione pubblica favorevole a questa tesi da nessuna parte dell'Ue. Al tempo stesso, ci sono altre alternative in gioco all'Onu che non sono state sperimentate".
"L'evoluzione del consumo di eroina si e' stabilizzato in tutti i Paesi dell'Ue, il che a sua volta ha portato ad una certa stabilizzazione dell'Aids nel sud Europa. Questo non significa che si debba abbassare la guardia. La cosa piu' preoccupante durante questi anni e' stata un particolare rinnovo della cultura della droga tra i giovani nel fine settimana. Sono giovani con una educazione e un lavoro, che tuttavia, provano regolarmente nuove sostanze senza conoscere quali sono le conseguenze a lungo termine", dice Estievenart che spiega come il Ghb e la ketamina sono sostanze che si trovano facilmente sul mercato a prezzi a bassi e di facile fabbricazione.
"E' evidente che esiste una connessione (tra disoccupazione e consumo di droghe), per quanto ancora non disponiamo di molti studi pertinenti. Dietro all'aumento del consumo di eroina negli anni Ottanta c'era la disoccupazione. Mentre, non credo che ci sia una relazione con le nuove modalita' di consumo. La cosa preoccupante e' che i Paesi che entreranno nell'Ue l'anno prossimo soffrono di entrambi i fenomeni. La' non c'e' stata una stabilizzazione dell'eroina e ci sono le nuove sostanze e le nuove modalita' di consumo, il che si somma alla carenza delle misure di trattamento e di prevenzione. Il punto di partenza e' peggiore di quello che abbiamo nell'attuale Ue. Questo anno abbiamo gia' visto che il livello di produzione di oppio in Afghanistan e' nuovamente agli alti livelli di prima. Siamo alle 3.400 tonnellate annuali destinate fondamentalmente all'Europa orientale, e che potrebbe toccare anche ai nostri Paesi".
Questo porta al vecchio dibattito di come sostituire le coltivazioni che portano ricchezza ad uno dei Paesi piu' poveri del mondo, chiede la giornalista. "In effetti. Mi chiedo se e' un progresso reale per l'umanita' -spiega Estievenart- il fatto che la democratizzazione afgana abbia restaurato il livello precedente di produzione di oppio. L'Europa deve avere coscienza di questa realta', ma il nostro problema e' che abbiamo 15 politiche differenti; poi ne avremo 25 o 30 politiche diverse. Non concentriamo gli sforzi. Per questo ci siamo impegnati per introdurre un articolo sulle droghe nella nuova Costituzione Europea per promuovere il coordinamento, l'informazione e la valutazione del problema delle droghe. (.) Ci manca il coordinamento reale, e la Commissione Europea dovra' organizzarsi in altra maniera perche' le droghe diventino una priorita', cosa che non avviene ora, nonostante lo sia per l'opinione pubblica".
Non crede che abbiamo anche un problema di confusione di idee? In Francia, l'85% degli arresti per droghe e' collegato alla cannabis, mentre voi non lo considerate un fenomeno che rientri nel consumo problematico delle droghe?, viene chiesto ad Estievenart. "Dobbiamo essere prudenti in merito al consumo problematico, che significa un consumo importante e regolare di droghe pesanti con effetti rilevanti sull'individuo e la societa'. E' sempre difficile spiegare che una droga presa una volta nella vita non e' un consumo problematico. Non ci sono confini chiari tra consumi problematici e non".
Sul perche' Spagna e Olanda siano i due Paesi con maggiori trattamenti per cocaina, Estievenart spiega: "il consumo di cocaina e' in crescita per la cultura musicale, dove questa droga e' piu' diffusa. In Olanda e in Spagna, si deve, in parte, al fatto che sono due Paesi di entrata della cocaina, e molta si ferma".
L'ultima domanda della giornalista: i radicali italiani hanno iniziato una campagna contro la proibizione delle droghe leggere. Cosa ne pensa?. Estievenart "risponde" cosi': "Non c'e' un'opinione pubblica favorevole a questa tesi da nessuna parte dell'Ue. Al tempo stesso, ci sono altre alternative in gioco all'Onu che non sono state sperimentate".
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