Unioni civili. Uno sguardo oltreconfine: la Svizzera
In un referendum del 2005, il 58% dei votanti disse Sì alle unioni civili. La legge istitutiva è entrata in vigore il primo gennaio 2007, e stabilisce che per registrare l'unione i partner debbano aver compiuto 18 anni, non avere un'altra relazione legalmente riconosciuta e uno dei due sia svizzero o in possesso del permesso di soggiorno. L'Ufficio statistico ha calcolato che nel 2011 ci siano state circa 650 unioni civili a fronte di 43.000 matrimoni -oltre i due terzi composte di coppie maschili. Nei primi quattro anni le separazioni sono state 312 su un totale di 4.500 unioni.
I benefici assicurati dalla legge attengono a pensioni, eredità, diritto di soggiorno per il partner straniero, statuto di parentela.
Una brutta discriminante è invece, per le coppie omosessuali, il mancato diritto all'adozione, così come alla riproduzione medicalmente assistita.
Il paradosso è che mentre un gay o una lesbica singoli possono adottare un bambino, il diritto viene meno per le coppie omosessuali registrate.
E' anche vero che la legge è stata più volte ignorata da chi desiderava formare una famiglia a tutti gli effetti e/o portare avanti una battaglia civile. Lo testimonia la storia di due donne, conviventi da molti anni e che nel 2007 hanno registrato la loro unione. Poi sono venuti i figli: ognuna di loro ha infatti messo al mondo un bambino. Purtroppo, malgrado l'unione civile, le due madri non hanno i diritti e i doveri parentali verso il figlio della compagna, né possono adottarlo per dare una forma legale alla sua situazione. Si sono perciò rivolte alla giustizia e hanno proseguito la loro battaglia fino al Tribunale federale, ma anche la massima istanza giurisdizionale ha respinto la loro richiesta. Non dome, hanno fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani che prima o poi dovrà pronunciarsi.
L'obiettivo che perseguono gli attivisti delle "famiglie arcobaleno" è il matrimonio in piena regola, confortate dalla constatazione che la legge del 2007 ha dato una spinta all'accettazione degli omosessuali nella società, magari più in termini di politicamente corretto che di sentimento profondo diffuso.
Il sociologo René Levy vede la Svizzera come un Paese conservatore, dove la visione di una società aperta appartiene all'ambiente urbano colto e quindi minoritario, ma -aggiunge- è una minoranza che si fa sentire.
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