L'Uruguay e il suo esperimento social liberale
Questo Paese di soli 3,3 milioni di abitanti si e' trasformato nella sede di un esperimento social liberale.Durante l'ultimo anni, il governo di centro sinistra dell'Uruguay ha preso in considerazione vari tempi che da molto tempo sono come un tabu' per la conservatrice America Latina. L'aborto e' stato legalizzato lo scorso anno, e da agosto le persone del medesimo sesso possono sposarsi grazie ad una nuova legge. La prossima settimana, si prevede che il Senato approvera' una proposta di legge che dara' all'Uruguay le leggi sulla marijuana piu' liberali di tutto il mondo.
“L'Uruguay e' un laboratorio perfetto per verificare se queste idee funzionano o meno”, dice Diego Cànepa, capo di gabinetto del presidente della Repubblica, José Mujica, capo della coalizione di sinistra che controlla il governo e che si e' fatto carico di far proporre queste leggi.
I sostenitori delle riforme sociali dell'Uruguay -la coalizione Frente Amplio, che include diverse forze di sinistra- sostengono che c'e' l'intenzione di recuperare lo spirito riformista che il Paese aveva perduto durante le due decadi di dittatura militare che cominciarono negli anni 70.
Un secolo fa l'Uruguay era chiamato la “Svizzera del Sudamerica” in virtu' della stabilita', classe media ed agenda sociale, che aveva stabilito una giornata lavorativa di otto ore ed aveva approvato il voto per le donne molto prima di altri Paesi, inclusi gli Usa.
L'Uruguay ha approvato piu' di 40 leggi che hanno esteso i diritti dei lavoratori fin dal 2008, includendo i lavoratori domestici e agricoli, ha detto Monica Xavier, senatrice e presidente del Frente Amplio. Altra modifica: forti restrizioni all'industria del tabacco, che ha dovuto levare i cartelloni pubblicitari dalle strade di Montevideo.
Misure che hanno messo l'Urugay in evidenza, grazie a Muujica, l'ex-guerrigliero di 78 anni che e' presidente da tre anni. La figura di Mujica e' diversa da quella di altri nella politica della regione: per andare al lavoro usa una vecchia Volkswagen, con la quale si reca al palazzo presidenziale e per tornare alla piccola azienda agricola dove vive e si prende cura del suo giardino. Dona in beneficenza la maggior parte del suo stipendio, ed e' chiamato “il presidente piu' povero del mondo”.
Allo stesso tempo, Mujica e' riuscito a far perseguire alla coalizione di sinistra una politica lontana dal conflitto fra classi, che e' stata tipica del defunto presidente venezuelano Hugo Chavèz e della leader argentina Cristina Fernandez Kirchner.
“L'agenda non e' quella della tradizionale sinistra latinoamericana, e' molto piu' vicina a quello che si vede in Usa o in Europa”, ha detto il politologo Gerardo Caetano.
Nonostante questo, molti settori in Uruguay sono molto conservatori ed hanno dubbi sulla direzione verso cui sta avanzando il Paese. “Non siamo n Paese di valori”, dice Gerardo Amarilla, deputato del Partido Nacional, che ha votato contro le leggi presentate dal Frente Amplio. Amarilla teme che la legge sulla marijuana faccia aumentare la quantita' di consumatori di droghe nel Paese e che sia appoggiata dai partiti della coalizione solo per creare un precedente per altri Paesi.
Altri temono che l'attenzione di Mujica per i diritti civili lo abbia distratto da prestare attenzione ai diritti sociali. Nonostante il sistema sanitario ed educativo e' tra i migliori della regione, molti uruguayani ricchi preferiscono creare scuole ed ospedali privati per far fronte al deterioramento dei servizi pubblici.
Tra le recenti leggi, quella sull'aborto ha provocato le maggiori contestazioni nel Paese. Alcuni anni prima, una legge simile fu approvata dal Congresso ma poi ne fu vietata l'applicazione dall'allora presidente Tabaré Vàsquez, che aveva sollevato le sue riserve come medico.
Dopo essere diventato presidente, Mujica si interesso' per l'approvazione della legge, che avvenne dopo un anno. I suoi oppositori risposero chiedendo che fosse convocato un referendum, ma questa richiesta non ebbe successo per un ampio margine di contrari.
La legge sul matrimonio per le persone del medesimo sesso, promulgata a maggio con un minore consenso popolare, e' riuscita nel suo intento grazie alle pressioni che gli attivisti per i diritti degli omosessuali hanno fatto su tutti i politici. L'Argentina aveva approvato una legge simile nel 2010.
La legge sulla marijuana, che legalizza il possesso di 40 grammi al mese per consumo personale, probabilmente sara' la piu' contestata del periodo attuale. Fu proposta la prima volta nel 2012 e fu messa da parte dallo stesso Mujica all'inizio di quest'anno, dopo che alcune indagini di mercato avevano dimostrato che quasi i due terzi degli uruguayani erano contrari alla legalizzazione.
Il Governo spiego' che legalizzare la marijuana avrebbe indebolito i gruppi criminali ed avrebbe trasferito i guadagni nelle mani del governo e non dei narcotrafficanti. Prima della meta' dell'anno, il Frente Amplio -con l'aiuto di varie ONG- ha avviato una campagna pubblicitaria per spiegare la propria opinione sulla sicurezza. Il 31 luglio, dopo 13 ore di acceso dibattito, la Camera bassa ha approvato la legge. Si prevede che il Senato fara' altrettanto.
(articolo di Nicholas Casey, pubbliicato sul quotidiano The Wall Street Journal del 03/10/2013)
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