Viaggi sostenibili. Come evitare il greenwashing in albergo

Viaggiatori e turisti sostenibili? Nonostante il green deal europeo batta la fiacca, financo ripensamenti, il viaggio sostenibile, ecologico, meno inquinante per sé e per l’ambiente, è diffuso e sempre più richiesto. Consumatori che se nel proprio quotidiano riciclano rifiuti all’85% (dati 2024, l’Italia è tra i primi Paesi europei in materia), avrebbero acquisito consapevolezze tali che sarebbe strano con le utilizzassero anche quando viaggiano per svago e conoscenze.
Sono diversi gli alberghi che hanno certificazioni di enti indipendenti per soddisfare standard di sostenibilità. La World Sustainable Hospitality Alliance fa sapere che gli alberghi devono ridurre gli sprechi e le emissioni fino al 66% entro il 2030 per apportare un cambiamento significativo. Mentre il World Travel and Tourism Council segnala che oltre 5.000 alberghi in tutto il mondo hanno adottato il suo programma di verifica indipendente. Le principali catene alberghiere, tra cui Hilton, Marriott e Accor, hanno fissato obiettivi di sostenibilità misurabili.
Tutti impegni che vengono condivisi attraverso i siti web degli hotel, cartelli nelle hall e cartellini nelle camere. Per cui diventa talvolta problematico districarsi tra la mole di frasi e promesse tipo “eco”, “sostenibile”, “verde”, “responsabile”, “amico del Pianeta”.
Quando gli alberghi sostengono di essere sostenibili, ma non lo sono, si chiama greenwashing.
Un recente studio in merito ha rilevato che spesso le affermazioni di sostenibilità degli alberghi non corrispondono a realtà. Diversi intervistati hanno evidenziato che alla sostenibilità di asciugamani non cambiati ogni giorno e pulizie non quotidiane, non sempre corrisponde, per esempio, l’uso di prodotti non inquinanti per la manutenzione e pulizia generale, mentre aleggia il sospetto che la paventata sostenibilità sia solo un modo che gli alberghi hanno per spendere meno.
Che fare?
Non tutti possono diventare esperti di sostenibilità, per questo abbiamo stilato un elenco di cose a cui prestare attenzione quando si prenota:
1 - Cercare prove indipendenti. Prenotare alberghi con certificazioni di terze parti riconosciute, come EarthCheck o Green Key. Se non viene indicato alcun ente certificatore e non viene fornita alcuna spiegazione su cosa è stato verificato, considerate l'affermazione come una forma di marketing, non come una prova.
2 - Verificare i dettagli. Le dichiarazioni ecologiche senza dettagli non sono affidabili, al contrario di quelle che indicano percentuali, date e riferimenti precisi.
3 - Confrontare le affermazioni con ciò che si vede. Confrontare le promesse con la realtà. Cambiamenti concreti, come articoli da toeletta ricaricabili, riciclaggio e meno rifiuti, non solo poster e cartellini.
4 - Chiediti: chi sta davvero lavorando? Molti messaggi "eco" invitano gli ospiti a riutilizzare gli asciugamani o a saltare le pulizie, che in realtà sono iniziative di riduzione dei costi. Verificare l'utilizzo di energia solare, impianti a risparmio idrico e un corretto riciclaggio.
5 - Cercate onestà sui limiti. Nessuno è perfetto, e gli onesti lo ammettono. Brevi spiegazioni sui limiti attuali con obiettivi futuri sono più credibili delle affermazioni di piena sostenibilità.
6 - Attenzione al linguaggio sospetto e pressioni. Diffidare di indicazioni assolute come "impatto zero" o "sostenibile al 100%" prive di prove. Diffidare anche di messaggi che vi fanno sentire in colpa per il desiderio di comfort normale.
7 - Sfruttare il proprio potere di consumatore. Fare domande semplici all’albergo prima di prenotare e fare attenzione alla chiarezza delle risposte. Controllare anche i siti di recensioni indipendenti, prestando attenzione se le stesse sono tutte positive e quindi, presumibilmente, false. Dopo il soggiorno, lasciare le proprie opinioni negli appositi spazi, positive o negative (verificare che siano pubblicate), sì da scoraggiare gli alberghi dal greenwashing.
Buon viaggio e buona vacanza.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc
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