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Vita da cani. Le cacche da raccogliere
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Articolo di Vincenzo Donvito
13 febbraio 2020 11:52
 
 L'assessorato all'ambiente del Comune di Bolzano "spinge per avere la possibilita' di individuare i responsabili delle deiezioni canine attraverso il DNA". Lo riferisce una nota del Comune capoluogo sottolineando che "i primi a chiederlo sono i proprietari corretti, che sono la maggioranza e che non gradiscono essere accomunati con i pochi maleducati". Grazie al sevizio veterinario provinciale, prosegue la nota, "ora la legge e' pronta, manca solo la regolamentazione di dettaglio con costi e tempistica definitivi".
Ai proprietari di cani sara' imposto di sottoporli ad un prelievo del pelo o della saliva per mapparne la genetica. "Quando tutti i cani saranno censiti - annuncia il comune di Bolzano - partiranno i controlli sul territorio delle eventuali deiezioni abbandonate con l'auspicio che cio' possa avvenire con l'avvio del prossimo anno". I controlli saranno a carico del Comune, che li eseguira' con le proprie guardie ecologiche, senza la necessita' di cogliere sul fatto il trasgressore, dato che il dna potra' essere individuato anche successivamente. "La sanzione, che al momento e' di 100 euro, coprira' ampiamente il costo delle analisi, ma potra' anche essere aumentata. Molto probabilmente avremo una citta' piu' pulita", conclude la nota. 
Fin qui il lancio dell'agenzia stampa Ansa.

Ogni tanto ricompare il fantasma del prelievo del Dna. Fantasma che fino a qualche anno fa faceva giustamente notizia. Ma vista la non realizzazione da parte di tutti gli amministatori che l'hanno proposto, oggi ha decisamente una marginalità che, a stento, riesce a incuriosire le cronache locali.
E' evidente che il nostro spirito critico non è dovuto al fatto che, amici di cani in ambiente urbano, ci fa fatica raccogliere la cacca del quattrozampe. Anzi. Abitualmente ci arrabbiamo molto quando vediamo marciapiedi sudici grazie a questi escrementi. E se ci capita di cogliere in flagranza qualche conduttore di cane, siamo i primi a fargli una ramanzina civica, senza escludere che, a fronte di una scrollata di spalle, siamo noi a raccogliere il dovuto anche se di altro cane. Potremmo sembrare un po' paranoici... e già qualcuno, immaginiamo, ci vede scorazzare per strade con le tasche piene di sacchettini a raccogliere tutte le cacche che ci si parano davanti. No, non è così. Solo che, quando ci capita, ci sentiamo investiti della tutela del bene comune e ci comportiamo di conseguenza come facenti funzione di un vigile di passaggio

Tornando all'intento del nostro assessore di Bolzano, ci viene spontaneo un "o ci fa o ci è".
Cioé: in buona fede non sa di cosa parla, essendosi fatto prendere dall'andazzo di sembrare decisionista e risolutivo (se poi ci si mette anche la tecnologia e la chimica, si può anche essere convinti di essere e fare avanguardia e scuola); oppure è consapevole della impossibilità della realizzazione di ciò che dice ed esprime la sua autorevole opinione ché così mediaticamente riesce ad avere un certo rilievo. In quest'utima categoria, ci si consenta il ricordo di un Sindaco bolognese di qualche anno fa, Sergio Cofferati, che di questa storia del DNA fu alfiere e plurimediatizzato e che, ovviamente, non fece nulla.
Perché siamo così decisi nella valutazione negativa e modaiola di questo proponimento. La ragione è nelle stesse parole del nostro assessore: "Quando tutti i cani saranno censiti partiranno i controlli sul territorio". Cioé, qualcosa del genere: quando a tutti i cani saranno stati fatti i prelievi di DNA, faremo una sorta di ulteriore anagrafe o integrazione della già esistente anagrafe canina, collegandole al sistema di multe dell'amministrazione. Tutto questo, dice sempre il Comune, grazie ai soldi delle multe che faremo. Allora, i casi sono due: 
- siccome il proprietario con il DNA del suo amico peloso iscritto non si capisce perché non dovrebbe raccogliere la cacca... oppure, se è un incallito non-raccoglitore, col cavolo che avrà iscritto il proprio cane a questa anagrafe.... quindi dove saranno queste multe per finanziare l'organizzazione avveniristica?
- le multe di cui si parla dovrebbero essere, quindi, quelle inflitte ai turisti con cani, magari ignari delle norme comunali e comunque appartenenti alla categoria di non-raccoglitori e, soprattutto, non iscritti all'anagrafe bolzanina dei DNA canini. Non-raccoglitori rari, in generale, per nostra esperienza, soprattutto per i turisti urbani... a parte qualche fricchettone in estinzione, di quelli che girano (giravano...) coi cani sciolti. E quanti saranno a Bolzano questi incivili da cui attingere denaro alla bisogna?

Conclusione
Forse è meglio non disquisire di certi argomenti senza ragione di causa/effetto. E, visto che ci viene detto che "Molto probabilmente avremo una citta' piu' pulita", indirizzare questa legittima esigenza in altre direzioni. Scartata la iper-fallimentare esperienza della capitale Roma e le sue moto (KaMoto) attrezzate con aspiratori di cacca..... per esempio ci sovvengono, se pur non esaustive, le iniziative di alcune amministrazioni comunali che, nei punti "critici" per le cacche, mettono cartelli che ricordano il dovere civico alla pulizia, con tanto di distributore di sacchettini e cestino per contenere la puzzolente raccolta. Certamente non è un metodo risolutivo... si accettano altri consigli, magari da indirizzare al Comune di Bolzano

Quello che abbiamo ricordato è un servizio civico, ma sembra che si preferisca ignorarlo a vantaggio del muso duro "ti faccio un multone". Non ce ne voglia il nostro assessore alto-atesino, ma questo procedere assomiglia (con le dovute differenze, per carità) a quello di chi, a fronte di una recrudescenza della delinquenza urbana, dichiara "ci vuole la pena di morte", stimolando il basso ventre di chi ancora crede che la pena capitale possa essere un deterrente contro la delinquenza... notoriamente alle stelle proprio in quei Paesi che hanno pena di morte a go-go, nelle teste degli amministratori come nelle loro leggi.
Della serie: non è detto che la civiltà debba nascere dalla paura (la multa). Consigliamo di provare con la condivisione e la richiesta di responsabilità
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