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Vita da cani. E quelli ‘pericolosi’?
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Articolo di Redazione
10 febbraio 2020 17:45
 
 Il dibattito, anche istituzionale, sui cani cosiddetti pericolosi non si è mai fermato. Anche perché alcuni casi di cronaca, quando è coinvolto un cane appartenente ad una razza con le presunte caratteristiche di pericolosità, alimentano la paura e la diffidenza. Alcuni giornalisti sono convinti che questo possa essere un metodo per vendere meglio i loro articoli e il loro giornale. Noi siamo sempre convinti che la vera notizia continuerebbe ad essere quella di un uomo che morde il cane e non viceversa, ma noi forse siamo particolari e, soprattutto, non abbiamo nulla da vendere. Ci “limitiamo” ad informare. Ed è quello che facciamo con le poche righe a seguire, sullo stato dell’arte normativo dei cani “pericolosi”.

Razze di cani ‘pericolosi’
Nel 2007, il Ministero della salute emanò un'ordinanza (oggi non più in vigore), che elencava diciassette razze di cani pericolosi per la loro aggressività:
- American Bulldog
-Cane da pastore di Charplanina
- Cane da pastore dell'Anatolia;
- Cane da pastore dell'Asia centrale;
- Cane da pastore del Caucaso;
- Cane da serra da Estreilla;
- Dogo argentino;
- Fila brazileiro;
- Perro da canapo majoero;
- Perro da presa canario;
- Perro da presa mallorquin;
- Pit bull;
- Pit bull mastiff;
- Pit bull terrier;
- Rafeiro do alentejo;
- Rottweiler;
- Tosa inu.
Ai proprietari di questi cani fu imposta l’acquisizione di un patentino e la stipula di un'assicurazione danni per la responsabilità civile. Ma, grazie anche ad una notevole mobilitazione della società civile (associazioni animaliste in prima fila), l’ordinanza rimase nei cassetti del ministero. E prese fiato che distinguere un cane pericoloso da un altro non-pericoloso non poteva essere attribuito alla razza, ma all’educazione impartita al cane. Certamente ci sono delle razze più predisposte rispetto ad altre, ma solo per la struttura fisica e muscolare dell’animale, struttura che se educata ad un uso amichevole non comporta la pericolosità dello specifica razza: un docile (per definizione) barboncino, se addestrato all’aggressività e all’attacco, è più pericoloso di uno qualunque dei 17 cani della lista che abbiamo riportato.

La normativa vigente
Non entrata in vigore l'ordinanza del 2007, il ministero della Salute la rimpiazzò con altrettanta ordinanza del 4 marzo 2009 (vigente), che impone precise norme comportamentali a chi possieda un cane, indipendentemente dalla razza dello stesso:
- affidare il cane a persone in grado di gestirlo;
- utilizzare sempre il guinzaglio (che non deve superare il metro e mezzo di lunghezza), a meno che il canesia condotto in un’area specificata ad esso dedicata;
- portare sempre la museruola, da applicare in caso di rischio per l'incolumità di persone o animali o se richiesto dalle autorità competenti;
- raccogliere le feci.

Corsi e assicurazioni
Comunque, tutti i proprietari di cani ritenuti pericolosi possono scegliere di partecipare a un corso di formazione per la gestione dell'animale o di stipulare una specifica assicurazione danni.


Il patentino obbligatorio a Milano
Anche se nel nostro Paese non esiste un elenco ufficiale dei cani pericolosi, a inizio 2020 il Comune di Milano ha varato una sua lista personale, stabilendo l'obbligo di patentino (al costo di 50 euro) per tutti coloro che possiedono un:
- Bulldog americano
-Pastore Maremmano Abruzzese
- Dogo Argentino
- Rottweiler
- Bull Terrier
- Cane Lupo Cecoslovacco
- Cane Lupo Italiano
- Cane corso
- Pitbull
Inoltre vengono considerati “pericolosi” anche i meticci nati dall'incrocio tra le razze di questo elenco.
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