Voli in ritardo. L’Ue non vuole più indennizzare?
I passeggeri che arrivano con un ritardo del proprio volo superiore a tre ore hanno attualmente diritto a un risarcimento compreso tra 250 e 600 euro, a seconda della distanza del volo, a meno che la compagnia aerea non dimostri che ciò sia accaduto non per propria responsabilità (sciopero, maltempo, etc).
Ora una modifica al Regolamento europeo 261/2004 sui diritti dei passeggeri potrebbe modificarlo fino ad annullarlo per il 75% dei passeggeri che ora ne fruiscono.
I rappresentanti degli Stati membri ritengono che il termine di tre ore non sia basato su considerazioni tecniche, al contrario se le ore fossero cinque per i voli a corto e medio raggio e nove ore per i voli a lungo raggio (oltre 3500 Km).
L'attuale regolamento rischia di essere modificato quando, il prossimo 5 giugno, i ministri dei Trasporti dell’Ue si riuniranno a Lussemburgo per adottare un testo che stabilisca questa nuova tempistica.
Il motivo alla base dei nuovi termini è la richiesta di diverse compagnie aeree che pagano questi indennizzi che - è bene ricordare - sono dovuti per la loro mancanza di rispetto degli impegni presi coi passeggeri. Le compagnie oggi fanno di tutto per non ottemperare, negando anche le evidenze e - spesso- vengono costrette a pagare solo dopo l’intervento di un giudice a seguito di ricorso del passeggero.
Alle porte la stagione dei grandi viaggi estivi, crediamo che assecondare le inefficienze delle compagnie aeree sarebbe grave per i passeggeri, ma anche e soprattutto un alibi perché le stesse compagnie si sentano più legittimate a non rispettare contratti e impegni presi.
Chiediamo chiarimenti al ministro dei Trasporti e impegno, soprattutto degli eurodeputati, perché non si arrivi a questa decisione.
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