Martedì 9 giugno 2026
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Prenotazioni viaggi aerei in crescita. Misteri dell’economia o schizofrenia dei consumatori

Clandestino · Vincenzo Donvito Maxia ·
Takehiro Tomiyama - Unsplash
Foto: Takehiro Tomiyama — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Secondo dati IATA, le prenotazioni per i viaggi aerei, anche per le prossime vacanze estive, sono in crescita in questi mesi, il 6% in più rispetto all’anno scorso.

Non passa giorno che arrivano messaggi, istituzionali  e non, sui problemi di questo tipo di trasporto. I motivi sono tanti e noti. Primo fra  tutti l’aumento del costo dei carburanti per la guerra in corso intorno allo stretto di Hormuz, che ha portato ad una lievitazione dei prezzi e un calo di offerta (diverse compagnie temono di far partire aerei mezzi vuoti). Secondo, ma non meno importante, l’inflazione in crescita e conseguente calo del potere d’acquisto dei consumatori. Da considerare anche che anche tutti gli altri servizi tipici del viaggio (alberghi, spostamenti terrestri, cibo, ingresso ai siti, etc), non hanno potuto non adeguarsi verso l’alto. E gli aumenti dei servizi, insieme a quelli delle compagnie aeree, sono sempre - speculativamente - superiori ai dati inflazionistici.

ADUC ha consigliato, per risparmiare, di rivalutare il last minute.

 

Ma nonostante questo, le prenotazioni crescono. La situazione e le aspettative economiche dei consumatori sono schizofreniche rispetto ai numeri? Ad aprile, inoltre, la fiducia dei consumatori è scesa a 90,8, il livello più basso degli ultimi tre anni. 

 

Bisognerà aspettare un po’ di tempo per sapere se la voglia di vacanze stia portando i consumatori ad erodere i propri risparmi, magari anche finanziariamente disinvestendo (per chi non tiene i soldi sotto il materasso o in banca), oppure perché, nonostante la burrasca geopolitica in corso, i mercati finanziari lanciano segnali che fanno presagire ritorni positivi a breve e medio termine… e quindi il nostro consumatore/risparmiatore è stimolato a rischiare per la “goduria” di una vacanza.

Oppure perché questo desiderio di “evasione” è diventato talmente indispensabile che è diventato prioritario per non dover soffrire, oltre al disagio economico, anche quello psicologico.

 

E’ troppo presto per trarre delle conclusioni. Occorreranno i numeri definitivi, dopo la stagione di punta. Ma questa tendenza è istruttiva ed indicativa. Quello che gli inglesi chiamano “sentiment” sembra stia giocando un ruolo positivo in finanza/economia, politica/società e marketing.

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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