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ABORTO. STRUTTURE SANITARIE SCHIZOFRENICHE E VIOLAZIONE DELLA LEGGE? IL CASO DELLA MANGIAGALLI DI MILANO

Comunicato ·

Interrogazione a risposta orale dell'on. Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, in commissione Affari Sociali

Firenze, 27 Novembre 2006

E' incredibile la notizia che la clinica Mangiagalli di Milano, la prima in Italia per aborti effettuati e per frequenza annuale degli stessi, obblighera ' i propri medici, prima di eseguire gli interventi a raccomandare alle donne di incontrare gli operatori del Cav (centro di aiuto alla vita), associazione antiabortista legata al Movimento per la vita di Carlo Casini. Chissa' se sara' prevista l'obiezione di coscienza e i medici potranno rifiutarsi di gettare la donna in pasto a chi la considera una assassina.
E' incredibile perche' sembra che le strutture sanitarie siano schizofreniche oltre che invitare a violare la legge.
Schizofreniche perche', mentre si pagano associazioni come il Cav per disincentivare il ricorso all'aborto, con l'obbligo della ricetta per l'acquisto della pillola del giorno dopo (1) e il rifiuto di esentare dal ticket la richiesta di questa pillola nei pronto-soccorso (2), di fatto contribuiscono all'aumento degli aborti. Contributo denunciato da lungo tempo dall'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) con la propria campagna abolizionista della ricetta (3).
La legge 194 prevede che siano il medico e i consultori a parlare con la donna che intende interrompere la gravidanza per capire se la decisione sia stata presa con cognizione di causa. E potenziare i consultori per cercare di fornire alla donna tutte le informazioni necessarie e' l'unica emergenza attuale.
L'invito a violare la legge mi pare palese: a fronte della decisione di abortire gia' presa da parte della donna, la struttura sanitaria, invece di confortarla tecnicamente, fino ad un attimo prima dell'intervento cerca di farla desistere, non prospettando oggettivamente i pro e i contro della maternita' e della vita con un figlio, ma con i consigli di chi, come il Cav, ritiene l'aborto un omicidio.
E tutto questo sempre a spese dei contribuenti, che pagano:
- per gli aborti in piu' procurati dal non-uso della pillola del giorno dopo;
- per i contributi che probabilmente il Cav prendera' per la propria assistenza;
- per il personale medico impiegato inutilmente.

Qui il testo dell'interrogazione:
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(1) Interpellanza al ministero della Salute presentata il 10 Agosto 2006:
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(2) Emendamento presentato il 13 ottobre 2006 in commissione Affari Sociali, e bocciato:
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(3) qui l'esempio piu' recente sui danni della ricetta:
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