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ACETO BALSAMICO: NON SI TUTELA COSI' IL CONSUMATORE
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Comunicato 
26 maggio 2004 0:00
 

Roma, 26 maggio 2004. Aceto balsamico di Modena o Aceto balsamico tradizionale di Modena ovvero Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia? Il consumatore resta interdetto. Se l'ultima definizione risulta chiara, almeno per il nome di un comune diverso, Reggio Emilia, per gli altri due rimangono tutte le perplessita'. Dov'e' la differenza si chiede l'acquirente che, almeno che non sia un estimatore o un modenese, non capisce che il tutto sta nell'aggettivo "tradizionale", che traccia il solco di divisione tra un prodotto artigianale e uno industriale e che determina prezzi profondamente diversi, da qualche euro al migliaio di euro al litro. In questi giorni c'e' stato l'accordo tra produttori, istituzioni locali e ministero affinché l'Aceto balsamico di Modena (quello che definiamo industriale) si chiami Aceto balsamico modenese, che darebbe titolo al marchio Igp (indicazione geografica protetta), e lo differenzierebbe dal blasonato Aceto balsamico tradizionale di Modena, prodotto artigianalmente e in piccole quantita', che ha gia' il titolo Dop (denominazione di origine protetta). Probabilmente il consumatore non cogliera' le sfumature dell'accordo e continuera' ad essere perplesso. Tra l'altro troviamo in alcuni aceti industriali l'aggiunta di un colorante (E 150) e di un conservante (E 224). Perche' mai un aceto balsamico dovrebbe essere colorato e conservato? Possibile che non si riesca a far definitiva chiarezza in un Paese che vuole fare dei prodotti tipici l'arma vincente per la penetrazione nei mercati internazionali? Qualcuno crede che un americano, un inglese, un olandese, ecc., riesca a cogliere l'intrinseca (sostanziale) differenza lessicale? Vogliamo gettare alle ortiche un patrimonio alimentare centenario? La manifestazione "Balsamica", che proprio in questi giorni si sta svolgendo a Modena, per celebrare i fasti dell'"Aceto", potrebbe essere l'occasione per far chiarezza e dare informazioni comprensibili a tutti i consumatori, non soltanto ai cultori del piu' famoso mosto cotto.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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