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ACQUISTI: ESSERE RIMBORSATI QUANDO SI PAGA DI PIU'
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Comunicato 
3 giugno 2003 0:00
 

Roma, 3 giugno 2003. Capita di pagare un prodotto piu' di quanto si dovrebbe. Ad esempio una merce in offerta con uno sconto che invece viene fatta pagare a prezzo intero o con uno scontrino che erroneamente e' stato scambiato e indica un prezzo maggiore. Il consumatore deve avere la differenza tra il prezzo battuto al registratore di cassa e quanto effettivamente si dovrebbe pagare -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- per il semplice motivo che la responsabilita' e' da attribuirsi al venditore e non al compratore. A volte il commerciante, invece di rimborsare prontamente in moneta, offre al consumatore un buono spesa, equivalente alla differenza tra il prezzo pagato e quello dovuto, con la giustificazione che il registratore ha gia' stampato l'importo e non e' possibile annullare l'operazione. Questo non e' assolutamente vero: il registratore ha il tasto di "resa" proprio per questo tipo di operazioni. Occorre quindi insistere per ottenere, in denaro, quanto dovuto. Altra situazione riguarda la resa della merce venduta, per esempio una gonna il cui colore non piace piu'. In questo caso il consumatore non puo' rivendicare la restituzione dei soldi sborsati (a meno che il prodotto non abbia un difetto), perche' nel momento in cui si e' ritirata la merce ed effettuato il pagamento, si conclude un contratto in piena regola. I ripensamenti nei luoghi commerciali, come i negozi, non sono ammessi. E' solo grazie alla disponibilita' del commerciante che si puo' riavere indietro il denaro o il cambio della merce oppure un buono di acquisto.
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