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AEROPORTI E BALZELLI. IL "PREMIO DI RAFFINERIA"

Comunicato ·

Roma, 25 ottobre 2006. E' l'Italia dei balzelli. Come da tempo segnalato (1) (1999!!!) le gestioni aeroportuali, che agiscono in regime di concessione (come quelle autostradali), caricano i vettori aerei, tra i quali l'Alitalia, di oneri impropri, che noi definiamo balzelli, che vengono scaricati sull'utente finale, cioe' noi. L'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) si e' svegliato da un lungo sonno e ha predisposto una lettera (2) con la quale sostiene che c'e' un balzello di 12 milioni di euro (circa 23 miliardi di lire) sul carburante per gli aerei, che, ovviamente, viene trasferito sul passeggero. Come si realizza il balzello? Semplicemente aumentando il prezzo rispetto ai costi sostenuti per la fornitura del servizio, pratica proibita dalla legge (3). Piccoli aumenti? Macche'! La Adf, che gestisce l'aeroporto di Firenze impone un balzello del +78,8% rispetto al costo del metro cubo, la Sagat (Torino) del +57,6%, la Sea (Milano) del +63%, Adr (Roma) del +52,5% (4). Una manna, insomma, che paghiamo tutti noi quando prendiamo l'aereo.
C'e' una chicca finale. Tra i balzelli sui carburanti figura anche un "premio di raffineria". Insomma i raffinatori, oltre al costo tradizionale, aggiungono un ulteriore balzello del quale rimane misteriosa la motivazione e che i passeggeri pagano. Ora si capisce perche' il prezzo del biglietto aereo a volte risulta inferiore agli oneri aeroportuali e di carburante.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc

(1) Si veda il comunicato:
clicca qui;
(2) lettera Enac del 15 settembre 2006;
(3) legge n.248/05;
(4) Il Sole24ore, 24 Ottobre 2006;
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