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AFFIDARE LA RIPRESA DEI CONSUMI SOLO ALLE POLITICHE CREDITIZIE DEL SISTEMA BANCARIO? E' PRIORITARIO TAGLIARE LE ACCISE

Comunicato ·

Firenze, 11 settembre 2004. I dati sui consumi del secondo trimestre fermi al palo, preoccupano giustamente i nostri legislatori e, di conseguenza, si pensa a varie soluzioni. Il presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Riccardo Pedrizzi, ha rilanciato una sua proposta che' si inserisca nella prossima Finanziaria la possibilita' di una maggiore credito garantito da immobili, generando flussi netti di cassa con il rifinanziamento dei mutui preesistenti.
Iniziativa a nostro avviso lodevole, ma che da sola, senza una politica generale di taglio delle accise, rischia di essere molto pericolosa.
Il nostro Paese, a confronto con altri partner Ue registra un indebitamento delle famiglie per il credito al consumo che puo' anche apparire irrisorio: a fine 2003 era di 55 miliardi di euro, rispetto a 119 di Germania, 128 di Francia e 246 di Gran Bretagna. Le previsioni di Banca Imi, sempre per il nostro Paese, sono di 79 miliardi per il 2006.
Per capire le dimensioni di cio' di cui stiamo parlando facciamo un esempio, relativo alla Gran Bretagna proprio perche' rappresenta quello che allo stato e' il top tra i Paesi Ue: nell'ambito complessivo del credito (quindi incluso quello immobiliare), a fine maggio le famiglie avevano un debito di 1.502 miliardi di euro, l'equivalente del debito annuale estero dell'Africa sub-sahariana, America Latina e Asia insieme. Se e' questo a cui anche noi italiani stiamo tendendo, ci si consenta piu' di una perplessita', per cui preferiremmo andarci calmi e non cercare di incrementare i consumi solo grazie all'indebitamento dei consumatori stessi, anche perche' non ci sembra che ci sia in prospettiva chissa' quale politica di aumento dei salari.
Siamo consapevoli che dall'orecchio "riduzione accisa" il nostro ministero dell'Economia ha piu' volte detto che non ha intenzione di andare avanti. Ma siamo proprio sicuri di voler arrivare al livello dei cugini d'oltre Manica? E, soprattutto, abbiamo un sistema creditizio in grado di far fronte a queste masse di denaro? E' bene ricordare che ancora non siamo usciti dai pasticci Parmalat, Cirio, 4You/MyWay, etc., cioe' tutte situazioni in cui gli erogatori del credito non e' che abbiano dato una diamantina dimostrazione di efficienza, trasparenza e onesta'. E' esclusivamente alle politiche creditizie del sistema bancario italiano che i nostri governanti intendono affidare la ripresa dei consumi?
Giriamo questa domanda al sen.Pedrizzi e a tutti coloro che hanno a cuore un'economia di mercato che sia anche amica dei consumatori e non solo draculesca.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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