Domenica 7 giugno 2026
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Alcoa. Condanna all'Italia. Facciamola pagare ai governanti

Comunicato · Primo Mastrantoni ·
 La vicenda degli stabilimenti Alcoa per la produzione di alluminio e' nota: i forni di fusione hanno bisogno di notevoli quantita' di energia elettrica. Se l'elettricita' ha un costo elevato non sono convenienti i processi di lavorazione. Dal 1996 Alcoa ha beneficiato di una tariffa agevolata per l'elettricità destinata a due stabilimenti di produzione, uno in Sardegna (Portovesme) e l’altro in Veneto (Fusina), grazie a un contratto con il fornitore di energia elettrica (ENEL). Tariffa agevolata significa che lo Stato (noi contribuenti) pagava la differenza di prezzo. Finito il periodo di transizione (piu' di 10 anni!) la societa' doveva operare in regime di mercato, cioe' senza sovvenzioni statali che, invece, sono continuate nonostante gli avvertimenti della Commissione europea. Ora, la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia perche' e' venuta meno al proprio obbligo di recuperare gli aiuti di Stato concessi all'Alcoa sotto forma di tariffa agevolata per l'elettricita', pari a 295 milioni. Chi paga? Proponiamo che gli addebiti siano ascritti a chi ha deciso di ignorare gli avvertimenti comunitari, cioe' al governo di allora, presieduto da Silvio Berlusconi.
Forse, in questo modo, si riuscira' a responsabilizzare chi governa questo Paese.
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