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ALITALIA. CIMOLI: E' TEMPO DI ANDARE

Comunicato ·

Roma, 12 Ottobre 2005. Per il cavaliere Giancarlo Cimoli, Presidente e Amministratore delegato dell'Alitalia, e' arrivato il tempo di andare, di accomiatarsi. E' da oltre un anno che il cavalier Cimoli ha preso la guida dell'Alitalia ma l'Alitalia agonizza. Piani su piani sono stati predisposti senza che il coma della nostra "compagnia di bandiera" sia migliorato. C'e' un buco, anzi una voragine di 550 milioni di euro, che di giorno in giorno aumenta e che si vorrebbe coprire (almeno per 370 milioni) con misure di "efficientamento", parola orribile che dovrebbe stare per razionalizzazione. E ci vuole piu' di un anno per predisporre gli inderogabili interventi di razionalizzazione? L'Alitalia non puo' essere paragonata alle Ferrovie dello Stato: non agisce in regime di monopolio assoluto e deve rispondere agli azionisti, anche privati. La logica ferroviaria non si addice a quella aerea, non si puo' fare la cura del ferro alle ali, che' si appesantiscono provocando la caduta dell'aereo. Il cavalier Cimoli dovrebbe conoscere la differenza tra low cost e low fare e agire di conseguenza. Il caso Airlingus dovrebbe pur insegnare qualcosa: la compagnia irlandese e' riuscita a portare il margine operativo dal meno 4,3 al piu' 10% grazie ad una ristrutturazione complessiva dei costi e dell'offerta. E' inutile prendere e perdere tempo, e' dannoso tenere l'Alitalia in coma profondo elemosinando aiuti pelosi e pericolosi.
Il tempo e' scaduto, cavalier Cimoli. E' tempo di andare.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
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