Alitalia. Rimangono gli interrogativi. Passeggeri a terra?
Mentre prosegue la trattativa Governo-Cai-Sindacati, noi continuiamo a chiedere lumi sull'insieme dell'operazione. Avevamo sollecitato al Governo un quadro sinottico delle operazioni Alitalia-Air France e Alitalia-Cai, ma siamo ancora in attesa di risposte. Facciamo il punto e rinnoviamo le domande. L'Alitalia e' stata dichiarata insolvente dal Tribunale di Roma, questo vuol dire che, di fatto, e' messa in vendita e chi offre di piu' puo' acquistarla.
La prima domanda che viene spontanea e' perche' non si fa un'asta pubblica e si prosegue, invece, con la trattativa privata.
La seconda domanda riguarda l'AirOne che non naviga nell'oro e che e' coinvolta nella trattativa. A quanto ammontano i suoi debiti complessivamente? Visto che Banca Intesa e' stata l'advisor dell'operazione Fenice, sarebbe interessante sapere quanto e' esposta AirOne con Banca Intesa, perche' ci potrebbe essere un conflitto di interessi tra Banca Intesa e l'operazione "salvataggio" messa in moto dalla banca stessa.
Abbiamo chiesto notizie sul lock up, cioe' l'impegno a non vendere Alitalia prima di 5 anni: e' un vincolo posto dal venditore o e' un accordo tra i soci? Appare evidente che l'ingresso di Air France, che ha le competenze nel settore a differenza della "cordata italiana", pone le condizioni per un successivo passaggio alla compagnia francese. Ci troveremmo cosi' non alla svendita di Alitalia ad Air France ma a un vero e proprio regalo ai francesi, con qualche guadagno per i "capitani coraggiosi" italiani. In tutta questa storia chi e' stato totalmente ignorato e' il cittadino italiano: come contribuente si accolla il debito Alitalia, che stando al settimanale inglese "The Economist" ammonta a 125 euro per tutti i contribuenti italiani. Meno male che si era detto che non si voleva mettere le mani nelle tasche degli italiani! Gli utenti continuano ad essere bistrattati: oggi chi vuole comperare un biglietto Alitalia e' garantito? Abbiamo seri dubbi, per cui consigliamo di applicare il principio di precauzione: astenersi dal comperare i biglietti della nostra "compagnia di bandiera".
La prima domanda che viene spontanea e' perche' non si fa un'asta pubblica e si prosegue, invece, con la trattativa privata.
La seconda domanda riguarda l'AirOne che non naviga nell'oro e che e' coinvolta nella trattativa. A quanto ammontano i suoi debiti complessivamente? Visto che Banca Intesa e' stata l'advisor dell'operazione Fenice, sarebbe interessante sapere quanto e' esposta AirOne con Banca Intesa, perche' ci potrebbe essere un conflitto di interessi tra Banca Intesa e l'operazione "salvataggio" messa in moto dalla banca stessa.
Abbiamo chiesto notizie sul lock up, cioe' l'impegno a non vendere Alitalia prima di 5 anni: e' un vincolo posto dal venditore o e' un accordo tra i soci? Appare evidente che l'ingresso di Air France, che ha le competenze nel settore a differenza della "cordata italiana", pone le condizioni per un successivo passaggio alla compagnia francese. Ci troveremmo cosi' non alla svendita di Alitalia ad Air France ma a un vero e proprio regalo ai francesi, con qualche guadagno per i "capitani coraggiosi" italiani. In tutta questa storia chi e' stato totalmente ignorato e' il cittadino italiano: come contribuente si accolla il debito Alitalia, che stando al settimanale inglese "The Economist" ammonta a 125 euro per tutti i contribuenti italiani. Meno male che si era detto che non si voleva mettere le mani nelle tasche degli italiani! Gli utenti continuano ad essere bistrattati: oggi chi vuole comperare un biglietto Alitalia e' garantito? Abbiamo seri dubbi, per cui consigliamo di applicare il principio di precauzione: astenersi dal comperare i biglietti della nostra "compagnia di bandiera".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti