Amt di Genova. Quando i costi di una azienda si scaricano sulla collettivita'
L'Amt, l'azienda di trasporto genovese, e' tecnicamente in fallimento. Sono aumentati enormemente i costi di produzione ed e' diminuita l'efficienza anche rispetto agli standard nazionali. Iniezioni di altro denaro pubblico non faranno che aggravare la situazione, cioe' aumenteranno i costi indiretti per i contribuenti e non renderanno adeguato il servizio di trasporto urbano. Cosa si fa quando una azienda di fatto fallisce o, comunque, e' improduttiva e costosa? Si portano i libri in tribunale oppure si avvia un percorso di rilancio delle attivita' che parte dalla razionalizzazione dei costi. Liberalizzare il settore sarebbe la soluzione migliore: si mette a gara il servizio e chi offre le migliori prestazioni al minor prezzo vince. Che il vincitore sia azienda pubblica o privata e' irrilevante. Al Comune spetta il ruolo di definire le regole e controllarne l'attuazione. Si chiama liberalizzazione. Personale e sindacati non la pensano allo stesso modo, cosi si continua ad addossare alla collettivita' i costi di una gestione inefficiente ed onerosa. Anche gli amministratori comunali hanno avuto le loro colpe: non interessava sanare l'azienda ma avere il consenso elettorale. Vecchia storia.
E' un fatto che il 40% delle aziende di trasporto pubblico locale e' fallito e puo' portare i libri in tribunale. Se ne deve prendere atto e procedere alla liberalizzazione del settore. A meno che non si voglio scaricare sul contribuente l'ennesimo onere di una spesa improduttiva.
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