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Armi private. Che fare per non degenerare ulteriormente? Abolire il porto d’armi
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Comunicato di Vincenzo Donvito
22 luglio 2021 10:41
 
I fatti di Voghera, dove un politico istituzionale leghista ha ucciso con una pistola una persona che lo disturbava, hanno provocato molte reazioni, svariate preconcette, legate alla partigianeria di appartenenza. Gli elementi di prova sono all’esame degli inquirenti, e sapremo forse come sono realmente andati i fatti (legittima difesa o cos’altro...). Ma indipendentemente da responsabilità e giustizia, rimane una questione di fondo: è giusto e necessario un ordine pubblico in cui sia possibile difendersi in armi da soli?
In Italia oggi è possibile ed esiste il porto d’armi. E quindi la difesa personale in armi è contemplata nell’ordine pubblico.
E’ probabile che, dopo episodi come Voghera, ci saranno proposte di una maggiore severità normativa e delle autorità, nel concedere il porto d’armi. E crediamo che oltre non si andrà. E continueremo ad avere privati che circolano in armi. Fino ad un non auspicabile prossimo episodio simile.

Si dice che “la tentazione fa l’uomo ladro”. Che, nel nostro caso, la possibilità di utilizzare la propria arma per difesa (o offesa), oltre a far sentire più tranquillo il portatore, costituisce comunque un incentivo.

E’ per questo che dobbiamo chiederci se l’ordine pubblico (di cui la difesa personale è parte) possa essere incentivato con queste forme estreme. Sappiamo come è difficile, per le forze dell’ordine, la gestione di un’arma e che gli agenti sono istruiti per usarla prioritariamente come disincentivo al disordine. I fatti di Voghera sono questione di ordine pubblico. Possiamo permetterci che il nostro ordine pubblico sia anche in mano a chi non è istruito come gli agenti?

Se non vogliamo ritrovarci, e degenerare, come in Usa (vedi le due foto dell’articolo che mostrano due aeroporti) crediamo sia il caso di valutare con attenzione l’abolizione del porto d’armi.


 
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