ASSICURAZIONE CASALINGHE. L'INAIL COME LA RAI: ESISTI? ALLORA SEI UN EVASORE FISCALE... ATTENZIONE A NON PAGARE DUE VOLTE!!
Firenze, 3 Luglio 2007. Siamo in molti abituati a ricevere le letterine arroganti che la Rai invia a chiunque abbia una residenza anagrafica, accusandolo di essere un evasore fiscale perche' non risulta che abbia pagato la tassa/canone per il possesso di un apparecchio atto a ricevere trasmissioni televisive.
Evidentemente il metodo Rai fa scuola ed ora si e' esteso all'Inail (Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) che lo Stato utilizza per riscuotere l'assicurazione contro gli infortuni domestici: una gabella che chiunque, tra 18 e 65 anni, deve pagare se non svolge un'attivita' per cui e' previsto il versamento di contributi previdenziali.
In questi giorni sta arrivando a casa della gente una lettera che inizia cosi': ".. da verifiche effettuate nei nostri archivi risulta che lei non ha rinnovato l'iscrizione per l'assicurazione.... le ricordiamo che l'assicurazione e' obbligatoria...".
A parte la beffa, per una persona che svolge un lavoro (casalingo) non retribuito e non riconosciuto tale perche' non tutelato da niente, di essere obbligata a pagare un'assicurazione ad un istituto che assicura contro gli infortuni sul lavoro...
a parte la beffa di un'assicurazione che non serve a niente vista la minimalita' di copertura e la sua essenziale funzione di dragare gabelle da soggetti deboli...
ora anche il rischio di pagare due volte. Infatti si tratta di un importo piccolo (12,91 euro) e la prima reazione di chi riceve una lettera del genere e' "toh, mi sono scordata di fare il versamento!", per cui se si ha difficolta' a reperire subito la copia del bollettino, non ci si pensa due volte e si paga. Lo Stato incassa e, se il bollettino del pagamento gia' effettuato dovesse rispuntare, vengono i brividi alla sola idea di aprire una pratica per il rimborso...
Siamo in presenza, se ancora si voleva averne conferma, di una manifestazione di decadenza istituzionale. La presunzione di colpevolezza non si usa a ragion veduta, ma solo per il fatto stesso che un soggetto esista e, in quanto tale, e' considerato evasore. Il cittadino e' considerato di per se' un delinquente e lo Stato si rapporta con lui solo con la paura dell'applicazione della sanzione.
Se questo vuole essere un metodo per convincere tutti a pagare le tasse, anche le piu' odiose e inutili come l'assicurazione casalinghe o il canone/tassa della Rai, crediamo che il percorso scelto sara' molto difficoltoso. Per noi il metodo dovrebbe essere un altro: ti do' qualcosa che tu percepisci e verifichi come utile e tu mi dai qualcosa. Ma forse siamo altro anche noi rispetto alle teste di chi continua a governarci con questo sistema fiscale....
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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