Sabato 6 giugno 2026
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ASSICURAZIONI: UN PO' DI DATI PER SFATARE I MITI

Comunicato ·

Roma, 3 settembre 2003. Assicurazioni care, aumenti incomprensibili e furbizie fanno il brodo nel quale tutti possono attingere secondo le proprie convenienze. Vediamo un po' di dati, di fonte comunitaria, che forse riescono a fare un po' luce sul fenomeno italiano delle assicurazioni auto.

Media aumenti delle assicurazioni 1995- 2002, detratta l'inflazione.
Italia...........35,7%
Ue..............11,9%

Percentuale di infortunio al collo (colpo di frusta)
Italia...................66%
Germania..............40%
Paesi Bassi............35%
Spagna.................15%
Francia..................6%
Norvegia................5%
Danimarca..............4,8%

Numero di veicoli per km di strada
Italia...............137
Germania .........110
Gran Bretagna......76
Francia..............40

Da questi dati risulta chiaramente che in sette anni le assicurazioni, detratta l'inflazione, sono aumentate del 200% rispetto alla media Ue. D'altra parte la percentuale degli automobilisti che hanno avuto il classico colpo di frusta e' notevole, il che pone certamente qualche interrogativo sulla reale consistenza del fenomeno. Va aggiunto comunque che il numero di sinistri e' legato al numero di macchine in circolazione e al mancato uso delle cinture di sicurezza che, fino a qualche mese fa, era un optional da Roma in giu'. C'e' evidentemente un concorso di cause che determinano l'aumento degli incidenti automobilistici: scarsita' e inefficienza di mezzi pubblici, pericolosita' delle strade, mancata osservanze delle norme di sicurezza, scarsi controlli, ecc. Le assicurazioni, che e' bene ricordare non sono enti di beneficenza, in questa situazione ci si tuffano.
Se comunque l'incidentalita' diminuisce, i costi per le societa' assicuratrici diminuiscono, di conseguenza dovrebbero diminuire i premi (chissa' perche' si chiamano cosi') che gli assicurati pagano. E' stato questo il senso del contenuto della lettera che il 9 agosto scorso abbiamo inviato al Presidente dell'ANIA e che ha fatto proprio (meno male!) il Ministro alle Attivita' produttive e il Presidente dell'Isvap. Dopo tante parole un po' di fatti non guasterebbero.
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