AVIARIA E VACCINAZIONE ANTIFLUENZALE. IL RISCHIO PANDEMIA
Roma, 4 Ottobre 2005. Siamo veramente a rischio pandemia, cioe' a una epidemia globale da influenza aviaria (per intenderci, quella dei polli)? L'allarme e' stato lanciato cosi' bene che il consumo di carni avicole e' diminuito del 30% e il ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, ha stanziato 20 milioni di euro (dalle nostre tasche) per supportare il settore, cioe' per acquistare polli che saranno rifilati ai Paesi poveri. Ovviamente i nostri polli non hanno nessuna influenza aviaria in atto ma, tant'e', la paura ha fatto capolino nelle nostre teste e sta inducendo molti consumatori ad acquistare il vaccino antinfluenzale per proteggersi anche dall'influenza aviaria. I virus dell'influenza classica, quella che colpisce parte della popolazione ogni anno, non e' lo stesso di quello dell'influenza aviaria, per cui il vaccino antinfluenzale tradizionale non protegge dall'infezione del virus dei polli. L'ipotesi che il virus influenzale venga a contatto con quello aviario in una persona e, ricombinandosi, dia luogo a un nuovo virus micidiale e' ipotetica, considerato anche che da noi non c'e' il virus aviario. Dice il prof. Albert Osterhaus, virologo dell'Erasmus University Medical Center di Rotterdam (Olanda) e presidente dell' European Scientific Working Group: vacciniamoci pure se vogliamo evitare la solita influenza ma non facciamolo credendo che servira' a proteggere i singoli individui dal cosiddetto virus dei polli. Nel nostro portale abbiamo predisposto una scheda pratica (1) per chi volesse approfondire il tema.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
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