Giovedì 4 giugno 2026
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BANCA D'ITALIA E QUESTIONE MORALE

Comunicato ·

Roma, 6 Settembre 2005. Sulle dimissioni del governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, e' intervenuta anche la "questione morale". Richiamata da alcuni attori della vicenda, per supportare le proprie argomentazioni, la "moralita'" di una personalita' del mondo bancario e' offerta alla pubblica condanna con modalita' che ricordano la gogna. Che il governatore Fazio se ne deve andare e' talmente nostra convinzione che ci ha indotti a presentare un esposto alle procure di Roma e Milano (1). Questo non deve far dimenticare, pero', che nessuno puo' ergersi a Giudice Supremo, attribuendo a questo o quel soggetto qualifiche di moralita', cattiva o buona che sia, inducendo al pubblico ludibrio quanti vengono classificati come portatori della moralita' cattiva. Allo stesso modo non si puo' attribuire la buona o cattiva fede ad alcuno, che' bisognerebbe saper leggere nelle menti delle persone. Non esiste quindi una questione morale, ma una problema di leggi e di regole che devono essere rispettate e in base a cio' che devono essere considerate le azioni degli individui. Sono gli atti del governatore Fazio che devono essere valutati, non la sua moralita'. Comunque non ci piacciono i capri espiatori: Fazio fa parte di un sistema dove il conflitto di interessi e' norma e prassi (2) e dove gli atteggiamenti familistici sono all'ordine del giorno.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.

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